Roma.Β  Prendiamo atto, ancora una volta, che alcune sigle sindacali dedicano gran parte della propria comunicazione a commentare, criticare o inseguire le iniziative del SIM Carabinieri. In fondo, ci fa piacere constatare che anche altre organizzazioni, seppur di dimensioni decisamente piΓΉ contenute, seguano con attenzione il percorso tracciato dal sindacato piΓΉ rappresentativo dell’Arma e, piΓΉ in generale, delle Forze Armate. Tuttavia, continuiamo a ritenere che un’organizzazione sindacale debba essere giudicata per ciΓ² che propone, produce e realizza a favore dei colleghi, non per il tempo impiegato a commentare ciΓ² che fanno gli altri. Da tempo assistiamo all’azione dei soliti “Bastian contrari”: contrari a prescindere, contrari per principio, contrari per necessitΓ , se i sindacati piΓΉ rappresentativi dicono no i fenomeni dicono SI, o viceversa. PerchΓ© quando mancano risultati da raccontare, la strada piΓΉ semplice diventa contestare qualunque iniziativa altrui nella speranza di ottenere qualche titolo o qualche minuto di visibilitΓ . Sul rinnovo contrattuale Γ¨ bene ristabilire una veritΓ  semplice. Il SIM Carabinieri non ha mai dichiarato di voler firmare nΓ© di voler non firmare il contratto. Il SIM Carabinieri ha fatto ciΓ² che un sindacato serio dovrebbe sempre fare: confrontarsi con i propri dirigenti, ascoltare i propri rappresentanti, raccogliere valutazioni e continuare il dibattito interno prima di assumere una decisione definitiva.E continuerΓ  a farlo attraverso ulteriori momenti di confronto. Chi oggi polemizza contro questo metodo, probabilmente considera superfluo il coinvolgimento della base. Noi no. Quanto alle criticitΓ  del sistema contrattuale, respingiamo con fermezza qualsiasi tentativo di riscrivere la storia, forse qualcuno non Γ¨ al corrente che: il passaggio dal sistema del quadriennio normativo e biennio economico al contratto unico triennale per il Comparto Sicurezza e Difesa Γ¨ stato introdotto dall’art. 63, comma 2, del D.Lgs. 150/2009 (cosiddetta Riforma Brunetta), che ha modificato l’art. 7, comma 12, del D.Lgs. 195/1995, (nel 1999) prevedendo una durata triennale sia per la parte economica sia per quella normativa (non era presente nessun cocerista oggi sindacalista). La riforma venne presentata come uno strumento di semplificazione e razionalizzazione del sistema contrattuale. Tuttavia, osservandone gli effetti concreti e chi l’ha prospettata, emerge una considerazione che merita una riflessione. Con il precedente sistema, la parte economica veniva rinegoziata ogni due anni. In una carriera di quarant’anni ciΓ² significava circa 20 occasioni di confronto sugli stipendi e sul recupero del potere d’acquisto. Con il passaggio al sistema triennale, le occasioni si riducono a circa 13. Tradotto in termini concreti, il personale del Comparto ha perso circa il 35% delle finestre negoziali dedicate agli aspetti economici della propria retribuzione. Ma il dato piΓΉ significativo Γ¨ un altro. Non si Γ¨ assistito soltanto a una riduzione della frequenza dei rinnovi. Parallelamente, negli anni, si Γ¨ progressivamente ridotta anche la capacitΓ  finanziaria destinata alla valorizzazione del personale. In altre parole, non sono diminuiti soltanto i contratti: Γ¨ diminuito anche il capitale disponibile per riempirli. CosΓ¬, mentre veniva raccontata una semplificazione del sistema, il personale si Γ¨ ritrovato con meno occasioni per recuperare l’inflazione, meno occasioni per valorizzare la propria professionalitΓ  e, troppo spesso, con risorse economiche non adeguate alla crescente complessitΓ  delle funzioni svolte. È una scelta politica e contrattuale che merita di essere discussa senza ipocrisie. PerchΓ© ridurre da venti a tredici i momenti di confronto economico nell’arco di una carriera puΓ² anche essere definito “semplificazione”, ma difficilmente puΓ² essere definito un rafforzamento delle tutele economiche del personale. La vera domanda, allora, non Γ¨ se il contratto debba durare due, tre o quattro anni. La vera domanda Γ¨ perchΓ©, negli ultimi decenni, si sia scelto di ridurre contemporaneamente sia le occasioni di confronto economico sia le risorse destinate a chi garantisce ogni giorno la sicurezza del Paese. Il SIM Carabinieri denuncia da anni i limiti di un modello che non consente una reale valorizzazione della specificitΓ  del Comparto Sicurezza e Difesa. Lo abbiamo fatto nelle sedi istituzionali, nei tavoli di confronto, nei documenti ufficiali e nelle interlocuzioni con la politica. Non abbiamo mai protestato asserendo che una Panda debba avere le prestazioni di una Ferrari. Abbiamo semplicemente evidenziato che le risorse disponibili e gli strumenti normativi esistenti non consentono di raggiungere gli obiettivi che qualcuno continua a promettere ai colleghi senza spiegare dove reperire le coperture economiche necessarie. La serietΓ  impone di dire la veritΓ , anche quando non Γ¨ conveniente. Per questo auspichiamo che ogni organizzazione sindacale si concentri maggiormente sui propri iscritti, sui propri progetti e sulle proprie proposte, spiegando con trasparenza quali risultati sia concretamente in grado di ottenere in relazione alla propria rappresentativitΓ . PerchΓ© la rappresentativitΓ  non Γ¨ un dettaglio: determina il peso negoziale, la capacitΓ  di incidere e la possibilitΓ  di portare risultati concreti ai tavoli istituzionali. Infine, non possiamo non rilevare come continuino a circolare ricostruzioni parziali, inesatte o strumentali che rischiano di generare confusione tra i colleghi, giΓ  in passato gli stessi sono stati chiamati a spiegare affermazioni fuorvianti. Il SIM Carabinieri ha giΓ  segnalato in passato alle competenti AutoritΓ  comportamenti e comunicazioni ritenuti non conformi ai principi di correttezza e trasparenza che dovrebbero caratterizzare il confronto sindacale e lo farΓ  ogni qualvolta si rappresenti una realtΓ  distorta. E continuerΓ  a farlo ogni volta che sarΓ  necessario.
PerchΓ© i Carabinieri meritano chiarezza.
Meritano informazioni corrette.
Meritano una veritΓ  unica e indivisibile.
Noi continueremo a confrontarci con i colleghi, a rappresentarli con serietΓ  e a lavorare per ottenere risultati concreti.
Agli altri lasciamo le polemiche.
Noi preferiamo occuparci dei Carabinieri.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA GENERALE