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AGENZIA DELLE ENTRATE – CARABINIERI. SIM A USIF, SILF E SIAF: «LE COMPETENZE SI DIFENDONO CON I FATTI. BASTA ALLARMI A SENSO UNICO»
Roma. Pensavamo che i colleghi di USIF, SILF e SIAF avessero compreso il senso della collaborazione tra istituzioni dello Stato. Il loro comunicato sul protocollo tra Agenzia delle Entrate e Arma dei Carabinieri solleva invece allarmi su sovrapposizioni, duplicazioni e dispersione di risorse, senza indicare le disposizioni che produrrebbero questi effetti. Il SIM Carabinieri pone una domanda precisa: quali poteri verrebbero sottratti alla Guardia di Finanza e quali competenze sarebbero trasferite all’Arma? Le tre organizzazioni indichino le clausole contestate. Evocare un rischio non equivale a dimostrarlo. Il valore professionale dei finanzieri e la loro specializzazione economico-finanziaria meritano rispetto. Lo stesso rispetto è dovuto ai Carabinieri, alle loro capacità investigative e alla formazione necessaria per affrontare fenomeni criminali sempre più complessi. Condividere conoscenze non significa appropriarsi di competenze. Formare il personale non significa trasferire poteri. Le collaborazioni istituzionali vanno giudicate per ciò che prevedono, nel rispetto delle attribuzioni stabilite dalla legge.
Quando riguarda la Polizia di Stato, dov’è lo stesso allarme?
La collaborazione con l’Agenzia delle Entrate non nasce oggi e non riguarda soltanto la Guardia di Finanza. Il provvedimento del Garante Privacy n. 309 del 18 luglio 2023 documenta una convenzione tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Interno per l’accesso all’Archivio dei rapporti finanziari. Nel provvedimento sono espressamente indicate le componenti investigative del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le Questure, articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, quali strutture interessate alla consultazione. In quell’occasione non ci risulta che le sigle oggi così allarmate si siano strappate i capelli denunciando invasioni di campo o minacce alle competenze della Guardia di Finanza. Se hanno assunto analoghe posizioni pubbliche, le indichino. Altrimenti, spieghino perché la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate susciti tanto allarme quando riguarda i Carabinieri. Non sosteniamo che accordi diversi abbiano contenuti identici. Chiediamo che le differenze vengano discusse nel merito, indicando disposizioni, finalità e limiti. Il nome dell’Arma tra i firmatari non può diventare, da solo, motivo di contestazione.
La stessa Guardia di Finanza condivide informazioni finanziarie con la Polizia
Esiste un precedente ancora più diretto. Il 4 marzo 2021 il Ministero dell’Interno ha dato notizia del protocollo sottoscritto dal Capo della Polizia Franco Gabrielli e dal Comandante Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana per la condivisione di informazioni in materia di riciclaggio. L’intesa prevede la trasmissione, da parte del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, di informazioni finanziarie e segnalazioni di operazioni sospette agli uffici centrali della Polizia di Stato, quando pertinenti ai profili investigativi trattati dalle Specialità. Prevede inoltre la possibilità per il Servizio Centrale Operativo di richiedere informazioni finanziarie relative alle proprie indagini e per i Questori di chiedere ai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza SOS e altre informazioni nell’ambito delle proposte di misure di prevenzione patrimoniale.
Dunque, la stessa Guardia di Finanza ha sottoscritto un accordo per condividere con la Polizia di Stato informazioni del proprio settore specialistico, rafforzandone l’attività investigativa.
È un precedente che non consente di liquidare ogni collaborazione come un’invasione di campo. Se quella condivisione serve a rendere più efficace l’azione dello Stato, le eventuali criticità della collaborazione con i Carabinieri devono essere dimostrate attraverso le clausole dell’accordo. Non basta evocarle. Anche i protocolli tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza confermano l’utilizzo di strumenti di cooperazione: quello del 20 gennaio 2025 disciplina il coordinamento nell’adempimento collaborativo; quello sottoscritto il 3 giugno 2025 con il Comune di Milano prevede scambio di dati, segnalazioni qualificate e tavoli tecnici contro l’evasione. Ogni intesa ha il proprio oggetto. Il principio resta chiaro: cooperazione, condivisione delle informazioni e coordinamento fanno parte del funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Chi contesta un accordo deve dimostrarne le criticità concrete.
Due dipendenze istituzionali, una sola lealtà allo Stato
È bene ricordare che l’Arma dei Carabinieri, quale Forza Armata, dipende dal Ministero della Difesa e, per i compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, dipende funzionalmente dal Ministro dell’Interno. Questa collocazione esprime la specificità dell’Arma e le responsabilità affidatele dallo Stato. In 212 anni di storia, «quella vera», i Carabinieri hanno servito il Paese con lealtà, abnegazione e spirito di sacrificio. Abbiamo sempre onorato i compiti assegnati, nel rispetto delle istituzioni e delle altre amministrazioni. Con la stessa lealtà continueremo a farlo. Non accettiamo che il diritto e il dovere di migliorare la preparazione dei Carabinieri vengano rappresentati come una minaccia alla professionalità dei colleghi di un altro Corpo. La dignità dell’Arma e dei suoi appartenenti esige un confronto rispettoso e fondato sui fatti.
Contratto e previdenza non siano usati per alimentare polemiche
USIF, SILF e SIAF richiamano i sacrifici richiesti al personale sul piano contrattuale e previdenziale per contestare i presunti costi dell’intesa. Nel loro comunicato, tuttavia, non documentano nuovi oneri, nuove strutture o risorse sottratte alle donne e agli uomini in uniforme. Se esistono maggiori costi, li indichino. Se denunciano duplicazioni, le dimostrino. Contratto, previdenza, dotazioni e indennità sono priorità sindacali concrete. Il SIM continuerà a rivendicare risorse adeguate, retribuzioni dignitose e tutele effettive. Il personale attende risultati: ogni collegamento tra queste esigenze e i costi di un accordo deve essere sostenuto da elementi verificabili.
Il rispetto delle competenze valga anche per il proprio Corpo
Il SIM pone inoltre una questione autonoma sull’ampliamento del ruolo della Guardia di Finanza nel settore marittimo, nel quale la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto svolgono compiti fondamentali. Non mettiamo in discussione il contributo dei finanzieri alla sicurezza in mare. Chiediamo però che il principio invocato oggi venga applicato con coerenza anche all’evoluzione delle funzioni del proprio Corpo. Se ogni possibile sovrapposizione merita attenzione quando riguarda i Carabinieri, lo stesso metro deve valere quando il confronto interessa altre amministrazioni. Le competenze proprie non possono essere considerate intangibili per definizione, mentre la crescita professionale altrui diventa un motivo di allarme.
La collaborazione si misura anche sul NUE 112
La coerenza va misurata anche sul terreno del Numero Unico Europeo di Emergenza 112. Chiediamo a USIF, SILF e SIAF di chiarire quale posizione sostengano sulla partecipazione della Guardia di Finanza al sistema NUE e sull’integrazione della risposta alle richieste dei cittadini. Chi rivendica il ruolo del proprio Corpo nel sistema della sicurezza deve affrontare anche il tema del contributo da assicurare ai servizi comuni. La difesa della specializzazione deve accompagnarsi alla disponibilità a collaborare e ad assumersi le responsabilità che questa partecipazione comporta. Anche il richiamo all’impiego dei finanzieri nell’ordine pubblico richiede un confronto serio su organici, distribuzione dei carichi di lavoro e tutele. Sono problemi che i Carabinieri affrontano quotidianamente e sui quali il SIM pretende risposte concrete per tutto il personale coinvolto.
Rispetto per i colleghi, fermezza contro i doppi standard
Il SIM Carabinieri non alimenta contrapposizioni tra lavoratori in uniforme. Difende però con determinazione la dignità professionale dei Carabinieri e respinge ogni rappresentazione dell’Arma come soggetto che debba giustificarsi per il fatto stesso di formare il proprio personale e collaborare con altre istituzioni. A USIF, SILF e SIAF chiediamo di indicare le disposizioni contestate, documentare i costi denunciati e spiegare le ragioni delle differenze di giudizio rispetto ad altre collaborazioni. I Carabinieri non hanno bisogno di appropriarsi delle funzioni altrui. Hanno bisogno di strumenti, formazione, organici e riconoscimenti adeguati alle responsabilità che già sostengono ogni giorno.
La dignità professionale dei finanzieri e quella dei Carabinieri meritano lo stesso rispetto. La collaborazione tra istituzioni serve ai cittadini, non agli stati maggiori.
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale
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