18 Aprile 2026
Comunicati NazionaliNews

ASSOLTO! DIFENDERE UN PROPRIO DIRITTO NON È REATO

Roma. Una vittoria legale straordinaria che ristabilisce la verità e restituisce onore a un nostro iscritto. La Corte Militare d’Appello ha pronunciato una sentenza storica, assolvendo con formula piena — “perché il fatto non sussiste” — un Appuntato Scelto dei Carabinieri che era stato ingiustamente condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli.  Questa sentenza non è figlia del caso, ma della strategia difensiva impeccabile messa in campo. Il nostro iscritto è stato assistito da professionisti di altissimo rilievo: l’Avv. Christian Petrina (Foro di Catania) e l’Avv. Domenico Albanese (Foro di Locri), legali convenzionati con la nostra associazione sindacale, che hanno smontato punto per punto un’accusa che pesava come un macigno sulla carriera e sulla vita del collega. L’Appuntato Scelto era stato accusato di diffamazione militare pluriaggravata. La sua “colpa”? Aver depositato memorie difensive nell’ambito di un procedimento disciplinare di corpo finalizzato ad una sanzione diversa dalla consegna di rigore. Secondo l’accusa iniziale, le argomentazioni usate per difendersi avrebbero offeso la reputazione del suo Comandante di Stazione. Nonostante la normativa preveda che tali atti siano riservati e diretti a un unico destinatario, in primo grado il collega era stato condannato a 4 mesi di reclusione militare. Un verdetto che appariva come un paradosso giuridico: essere puniti per l’atto stesso di difendersi. Il team legale non ha fatto un passo indietro. In appello, gli avvocati hanno ribadito con forza che la gestione del procedimento disciplinare non prevede l’intervento di terzi “neanche a titolo collaborativo”.  I giudici della Corte Militare d’Appello hanno accolto pienamente la tesi difensiva: non c’è stata alcuna comunicazione con più persone e, di conseguenza, non c’è stato alcun reato. L’Appuntato Scelto è stato assolto, cancellando una condanna che non avrebbe mai dovuto essere emessa. Dietro questa vittoria tecnica si nasconde il racconto di un calvario umano. Un militare, un servitore dello Stato, ha dovuto affrontare anni di aule di tribunale, stress e incertezza professionale solo per aver esercitato un proprio diritto sacrosanto.  Il SIM Carabinieri è orgoglioso del lavoro svolto da due affermati professionisti convenzionati con il nostro sindacato.  “Esprimiamo piena soddisfazione per questo atto di giustizia che restituisce dignità a un collega che ha agito secondo la legge”, dichiarano dalla Segreteria Nazionale  “È la conferma che quando si lavoro con competenza professionale il diritto trionfa sempre.”  

SIM CARABINIERI SEGRETERIA NAZIONALE

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