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CARABINIERI FERITI E 6 ORE AL PRONTO SOCCORSO: LA BUROCRAZIA SGUARNISCE LE CITTÀ
Roma – Il SIM Carabinieri, per il tramite del Segretario Generale Nazionale Antonio Serpi, esprime ferma solidarietà e gli auguri di pronta guarigione ai tre colleghi della Sezione Radiomobile di Reggio Emilia, rimasti feriti a seguito della violenta aggressione subita sabato pomeriggio in viale IV Novembre. All’amarezza per la violenza subita si aggiunge la ferma denuncia per una gestione post-evento inaccettabile: i militari sono entrati in ospedale alle 16:30 e ne sono usciti solo dopo 6 ore di attesa, alle 22:30. “Ci teniamo a lodare e ringraziare sentitamente il personale sanitario dell’Arcispedale Santa Maria Nuova” — dichiara Antonio Serpi — “che svolge quotidianamente un lavoro encomiabile e di enorme sacrificio, operando in perenne emergenza e con risorse ridotte. Il nostro non è affatto un attacco ai medici e agli infermieri in prima linea, ma la denuncia di una criticità strutturale che si ripete purtroppo di continuo e che non riguarda solo l’Emilia-Romagna, ma rappresenta una realtà drammatica e diffusa in moltissimi Pronto Soccorso d’Italia.” Questo sistema genera un assurdo corto circuito logistico che paralizza il controllo del territorio: mentre i Carabinieri feriti attendono ore in corsia per i referti, le pattuglie montanti restano bloccate in caserma per vigilare sul fermato, sottraendo risorse vitali alla sicurezza delle strade e rallentando le comunicazioni obbligatorie all’Autorità Giudiziaria. Dopo essere stati aggrediti e picchiati, i servitori dello Stato arrivano a cumulare oltre 12 ore di servizio continuativo. A riprova della gravità di una situazione che si reitera in troppi contesti nazionali, abbiamo appreso con favore la presentazione di un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Un atto ispettivo che interpella direttamente il Governo, chiedendo se non intenda intraprendere le indispensabili e urgenti iniziative dirette a ridurre i tempi di attesa nei Pronto Soccorso per le Forze dell’Ordine, andando esattamente nella direzione e con l’intento da noi auspicati. Un segnale importante che dimostra come la voce del SIM sia ascoltata e incisiva nelle sedi istituzionali. “Sia chiaro:” — precisa il Segretario Generale — “noi non chiediamo passaggi privileged né corsie preferenziali ad personam, concetti che non ci appartengono e che non rivendichiamo. Chiediamo invece un’adeguata struttura organizzativa e la definizione urgente di Protocolli d’Intesa tra le Istituzioni per la gestione delle Forze di Polizia ferite in servizio. Procedure specifiche che assicurino cure immediate ai colleghi, che poi dovranno fuire del dovuto periodo di convalescenza, al fine di impedire ritardi nelle uscite delle pattugle montanti la cui circstanza pregiudica la continuità del controllo del territorio.” Le lunghe attese nei Pronto Soccorso finiscono per penalizzare due volte la collettività: priva i cittadini del presidio sul territorio a causa del blocco burocratico delle pattuglie e disperde preziose risorse operative in compiti di attesa amministrativa. L’efficienza del territorio non può più essere subordinata a dinamiche che logorano il personale e sguarniscono le città. Il SIM Carabinieri non arretrerà di un passo e continuerà a incalzare i Ministeri competenti affinché si ponga fine, una volta per tutte, a questo intollerabile cortocircuito istituzionale.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA GENERALE
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