Caro benzina SIM Carabinieri spinge per lavoro flessibile: telelavoro e sedi vicine
Roma. L’attuale scenario geopolitico, segnato da conflitti e instabilità internazionali, sta innescando una spirale inflattiva che non risparmia nessuno. Le economie globali vacillano e le tasche dei cittadini – e dei Carabinieri in particolare – sono messe a dura prova da rincari energetici e prezzi dei carburanti ormai fuori controllo. In questo contesto, la mobilità casa-lavoro non è più solo una questione logistica, ma è diventata un’emergenza economica e sociale. Il SIM Carabinieri riconosce e apprezza la lungimiranza dimostrata finora dal Comandante Generale. I numerosi interventi a favore del personale, volti a migliorare la qualità della vita professionale e il benessere dei militari, testimoniano una sensibilità istituzionale che non è passata inosservata. Tuttavia, proprio in virtù di questo dialogo costruttivo, riteniamo che sia giunto il momento per uno “switch” ulteriore, un salto di qualità organizzativo che risponda alle sfide del tempo presente. Non è più rinviabile una riflessione sulle modalità di svolgimento di molte attività di servizio. Oggi, troppi colleghi sono costretti a percorrere decine, a volte centinaia di chilometri settimanali per adempiere a pratiche burocratiche, corsi di aggiornamento o incombenze amministrative. Percorrere lunghi tragitti per attività che potrebbero essere svolte digitalmente non è solo un inefficienza operativa, ma un peso economico insostenibile per le famiglie dei Carabinieri e una fonte di stress psicofisico che mina la funzionalità dell’Istituzione. Il SIM Carabinieri chiede un segnale immediato e concreto che si articola su due assi principali: incentivare il lavoro da remoto (telelavoro) per tutte le attività amministrative, documentali e formative che non richiedono la presenza fisica nel Reparto. La tecnologia attuale permette di gestire gran parte del carico burocratico con standard di sicurezza elevatissimi e sensibilizzare i Comandanti di Corpo affinché adottino accorgimenti volti ad accorciare le distanze tra le sedi di servizio e le residenze consentendo ai colleghi che ne facciano richiesta e ricorrendone i dovuti presupposti normativi. Interventi che, se adottati, significano restituire tempo e dignità economica ai colleghi. il SIM Carabinieri non chiede alcun privilegio ma una razionalizzazione del lavoro. È necessaria una ricognizione seria delle attività “remotizzabili” e direttive uniformi sul territorio nazionale per evitare disparità di trattamento. Ridurre gli spostamenti non necessari significa meno costi per il carburante, meno usura dei mezzi, meno stress e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale. Ma, soprattutto, significa dimostrare concretamente che l’Arma ha a cuore i suoi uomini e le sue donne. Il benessere del personale è il motore dell’efficienza operativa: per il SIM Carabinieri i tempi sono maturi per un cambio di marcia.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA NAZIONALE

