19 Gennaio 2026
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Consulta sulla Sicurezza di Fratelli d’Italia: il SIM Carabinieri dice “basta col gioco delle tre Carte”: comparto ignorato e penalizzato

Roma. Oggi 29 ottobre 2025, presso Palazzo Valdina della Camera dei Deputati, si è svolta la Consulta sulla sicurezza promossa da Fratelli d’Italia per discutere i contenuti della Legge di Bilancio 2025. Il SIM Carabinieri, convocato ai lavori, prende atto del documento ma esprime profonda amarezza: il comparto non viene valorizzato, mentre compaiono misure penalizzanti su pensioni e trattamento economico accessorio. Nello specifico, gli Articoli 42 e 43 prevedono:

  • Art. 42 – innalzamento dei limiti di età per il collocamento a riposo del personale, con incrementi dal 2027, cumulati agli adeguamenti legati alla speranza di vita.
  • Art. 43 – adeguamento dei requisiti alla speranza di vita e incentivi al posticipo del pensionamento, senza correttivi specifici per Sicurezza e Difesa.

Il SIM Carabinieri denuncia con chiarezza un vero “gioco delle tre carte”:

  • da un lato si spinge in alto l’età “non ordinamentale” (oltre gli equilibri propri della specificità operativa),
  • dall’altro si propone il TFS pagato “tre mesi prima” come presunto vantaggio.
    Un’anticipazione di pochi mesi sul TFS non compensa anni di lavoro aggiuntivo, maggiore usura psicofisica e l’assenza di defiscalizzazione delle indennità accessorie riconosciuta invece al settore privato. È una partita di giro che non migliora la vita dei Carabinieri né delle loro famiglie.

In Italia l’aggancio dei requisiti pensionistici alla speranza di vita è stato introdotto nel 2010 con l’art. 12, comma 12-bis, del D.L. 78/2010 (Governo Berlusconi IV) e poi confermato/irrobustito nel 2011 dalla cosiddetta “riforma Fornero” (art. 24 del D.L. 201/2011, Governo Monti). Gli aggiornamenti periodici vengono poi fissati con decreto direttoriale MEF di concerto con il Ministero del Lavoro, sulla base dei dati ISTAT. L’aggancio dei comparti Sicurezza e Difesa a logiche generaliste ha lasciato gli operatori sconcertati: si ignora la specificità usurante della professione, l’operatività h24 e l’esposizione al rischio. Il SIM Carabinieri chiede

  • correttivi immediati agli artt. 42 e 43, con stop all’innalzamento indistinto dell’età e riconoscimento pieno della specificità.
  • estensione della defiscalizzazione delle indennità accessorie anche alle Forze dell’Ordine.
  • turnover a regime, rafforzamento degli organici e finanziamento adeguato del rinnovo contrattuale.
  • investimenti strutturali in dotazioni, formazione e benessere psicologico del personale.

Chiediamo misure concrete e coerenti: non palliativi. Chi serve lo Stato con disciplina e onore merita rispetto, non giochi di prestigio contabili-.” dichiara la Segreteria Nazionale SIM Carabinieri.

SIM CARABINIERI SEGRETERIA NAZIONALE

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