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CONTRATTO SOTTOSCRITTO: LA RESPONSABILITÀ DI DECIDERE CONTRO LA COMODA ASSENZA DI CHI LASCIA CHE ALTRI DECIDANO PER NOI
Roma. Oggi abbiamo firmato l’accordo contrattuale che interessa tutti i carabinieri, dal grado di carabiniere semplice fino a quello di capitano. Una firma che garantisce da subito risorse concrete nelle tasche dei colleghi: circa 100 euro in più al mese in busta paga per il grado piu’ basso e 1.800 euro lordi di arretrati. Potevamo fare come altri: non presentarci al tavolo o dire no alla firma del contratto. Ma dobbiamo essere chiari con i colleghi: non presenziare o rifiutarsi di firmare non caratterizza affatto una linea di seria opposizione, ma rappresenta solo una rinuncia ad agire. Quando si sceglie l’assenza o il no a prescindere, sono inevitabilmente gli altri a decidere per te. Noi abbiamo scelto di esserci, di far sentire la nostra voce e di incidere sulle decisioni. Sarebbe stato fin troppo facile e popolare mettersi in sterile contrapposizione con il Governo, chiedere a gran voce risorse non stanziate (e quindi totalmente impossibili da ottenere) al solo scopo di fare demagogia e poter poi raccontare agli iscritti di “aver lottato fino all’ultimo”, pur tornando a casa a mani vuote. La verità sta sempre al centro, quello che cambia è l’onesta: potevamo chiedere 1000 euro in più al mese far credere di essere stati i piu’ bravi, ma a noi non va di prendere in giro i colleghi. Questo non è fare sindacato; questo significa fare propaganda sulla pelle dei lavoratori. Noi abbiamo preferito la via dell’efficacia e della serietà. Abbiamo avuto la responsabilità di rimanere seduti a quel tavolo fino all’ultimo istante, pretendendo e ottenendo che la posizione pensionistica complementare venisse finalmente presa in seria considerazione. Grazie a questa concertazione puntuale e mirata a favore del personale, abbiamo ottenuto l’impegno formale per una serie di riunioni che si terranno prossimamente proprio su questo tema cruciale per il futuro previdenziale di tutti noi. A conferma della concretezza del percorso avviato, lo stesso Ministro Zangrillo, proprio durante la firma del contratto, ha annunciato e confermato l’imminente apertura del tavolo per la previdenza dedicata. Dobbiamo guardare in faccia la realtà: viviamo in un momento storico ed economico di estrema fragilità. Con le guerre alle porte dell’Europa e l’instabilità geopolitica globale, le priorità del Governo possono cambiare da un momento all’altro. In autunno, le risorse pubbliche oggi a disposizione potrebbero essere drammaticamente dirottate per coprire altre emergenze nazionali, come il costo dei carburanti o i rincari energetici. Scegliere di aspettare ottobre significava correre il rischio concreto di rimanere con un pugno di mosche, scivolando nell’ennesima, infinita “vacanza contrattuale” di pochi euro al mese. La firma di oggi è un atto di alta responsabilità sindacale. Ci mettiamo la faccia, senza paura di fare scelte concrete e lontane dal becero populismo da tesseramento: per noi l’unica cosa che conta davvero è che i carabinieri abbiano i soldi in tasca oggi, subito, per dare respiro alle proprie famiglie. Patti chiari, però: la nostra firma non è una cambiale in bianco. Se gli impegni assunti oggi dal Governo e dai Ministri non verranno rispettati punto per punto, a partire dall’apertura del tavolo sulla previdenza dedicata, il SIM Carabinieri non esiterà un solo secondo a proclamare la mobilitazione generale e a scendere in piazza. Questo accordo non rappresenta un punto d’arrivo, ma un solido punto di partenza. Abbiamo portato a casa risorse certe e immediate, consapevoli che questo contratto si riaprirà tra soli due anni, momento in cui torneremo alla carica per chiedere ulteriori e necessari miglioramenti. Noi tuteliamo i colleghi con i fatti, con il coraggio delle nostre azioni e stando seduti dove si decide, non lasciando il nostro futuro nelle mani di altri.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA GENERALE
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