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DONNE IN DIVISA: VIA PISTOLA E TESSERINO IN GRAVIDANZA. PER SIM CARABINIERI PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO E DISCRIMINATORIO
Roma. Il SIM Carabinieri, a tutela di tutte le donne in divisa, auspica un definitivo intervento, già sollecitato, volto a garantire alle donne Carabiniere di ogni ordine a grado di non vedersi private della propria arma individuale e del proprio tesserino di riconoscimento a seguito dello stato di gravidanza. Continuano infatti a giungere al SIM Carabinieri segnalazioni sull’estensione analogica che alcuni Comandanti, attribuiscono alla nota circolare emanata dall’Ufficio Affari Giuridici e Condizione Militare del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri del 20.05.2024. Quest’ultima con riferimento all’aspettativa prevede il ritiro dell’arma in dotazione individuale, del relativo munizionamento e del tesserino di riconoscimento in tutti i casi di fruizione di benefici che comportino un’assenza continuativa dal servizio superiore a 60 giorni per generici “vari motivi” e ciò ad integrazione di quanto già previsto per infermità neuropsichica o per avvenuta sospensione dal servizio. Dalle segnalazioni pervenute è emerso che verosimilmente attraverso un’interpretazione del tutto erronea, lo stato di gravidanza sia stato ingiustamente ed arbitrariamente inquadrato in quei “vari motivi” indicati nella circolare. Come diretta conseguenza ne è derivato che, in maniera del tutto randomica e con conseguente disparità di trattamento sul territorio nazionale a seconda dei reparti, alcuni Comandanti continuano ad intimare alle donne Carabiniere in stato di gravidanza di consegnare l’intero armamento in loro dotazione nonché il proprio tesserino di riconoscimento. Ebbene, senza timore di smentita e con granitica convinzione, il SIM Carabinieri ribadisce che lo stato di gravidanza non rappresenta né una sospensione dall’impiego né un’infermità neuropsichica né un generico “vario motivo” di assenza dal servizio e che, dunque, la stessa giammai può legittimare il ritiro in questione diventando così indirettamente una condizione discriminatoria o di genere. I benefici connessi allo stato di gravidanza e alla tutela della genitorialità, infatti non possono essere considerati assimilabili all’assenza dal servizio ai fini del ritiro dell’armamento individuale e del tesserino di riconoscimento. E ciò senza tenere in alcuna considerazione che frattanto, durante quel medesimo periodo di gravidanza, quelle stesse donne in divisa, seppur private di pistola e tesserino, restano comunque titolari delle funzioni di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza e dei conseguenti derivanti oneri di intervento. L’estensione dei contenuti della circolare in argomento alle donne in gravidanza rischia in maniera evidente di ripercuotersi in termini di contraddittorietà ed incoerenza rispetto agli obblighi comunitari, già recepiti dal nostro ordinamento, di cui alla Direttiva (UE) 2019/1158 la quale, come noto, ha fissato gli standard minimi di riferimento per assicurare il dovuto equilibrio tra vita professionale e vita privata dei genitori nonché promuovere la parità di genere garantendo congedi specifici e il diritto a orari di lavoro flessibili. Il tutto senza contare, tra l’altro, che private anche del tesserino di riconoscimento, quelle donne carabiniere non potranno beneficiare dell’insieme di benefici e convenzioni di cui proprio attraverso il tesserino di riconoscimento possono usufruire in quanto appartenenti all’Arma dei Carabinieri (mezzi di trasporti locali, accesso convenzionato in strutture sanitarie ecc… ecc…) e ciò in un momento così importante e delicato della propria vita personale e professionale. Per il SIM Carabinieri le pari opportunità non possono rappresentare soltanto una chimera bensì un obiettivo concreto e reale da perseguire ogni giorno. Nessuna gravidanza deve diventare motivo di alcun pregiudizio. <<Il Comando Generale intervenga definitivamente>> afferma il segretario generale del SIM Antonio Serpi <<affinché ogni Comandante, ad ogni livello, attribuisca il corretto significato al contenuto della circolare in argomento ed ogni donna in divisa possa vivere la propria gravidanza in modo sereno e certa di essere sempre parte, con tesserino e pistola alla mano, alla grande famiglia dell’Arma>>.
SIM CARABINIERI DIPARTIMENTO AFFARI GIURIDICI
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