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Emergenza alloggi di servizio e mobilità: il SIM Carabinieri auspica una riforma strutturale
Roma – Il trasferimento d’autorità rappresenta uno snodo fondamentale per la carriera del personale dirigente dell’Arma dei Carabinieri, ma troppo spesso si trasforma in un vero e proprio calvario economico e logistico per i militari e soprattutto i loro nuclei familiari. Ad oggi, il sistema attuale si regge unicamente sulla buona volontà e sul sacrificio dei singoli. I ritardi e la saturazione dei canali di assegnazione degli alloggi di servizio (ASGI) generano lunghissime “catene alloggiative” che bloccano gli immobili, costringendo i colleghi trasferiti d’ufficio a sostenere costi esorbitanti per locazioni temporanee che superano di gran lunga i tetti indennizzabili o gli insufficienti rimborsi previsti dall’Amministrazione. Uno dei fattori chiave di questi blocchi sistemici è l’impossibilità di vacare tempestivamente gli alloggi di servizio perché utilizzati come veri e propri “depositi” improvvisati per le masserizie. Sebbene gli accordi quadro per i servizi di trasloco contemplino opzioni di stoccaggio e custodia temporanea, l’attuale impianto contrattuale e normativo non consente alla dirigenza di fruire fluidamente del rimborso per il deposito qualora l’alloggio di destinazione non sia ancora disponibile. Apprendiamo dal territorio che un esempio virtuoso si stia registrando in un Comando Provinciale dell’Emilia-Romagna, dove un Comandante Provinciale trasferito in un’altra regione sta procedendo alla liberazione tempestiva dell’alloggio di servizio stoccando arredi e beni a proprie spese in un magazzino della sede di destinazione. Se da un lato questo gesto di responsabilità ha garantito la continuità abitativa per chi doveva subentrare, dall’altro non è ammissibile che l’efficienza della macchina amministrativa debba gravare sulle tasche del personale. Come sindacato, riteniamo che le problematiche relative alla mobilità d’autorità debbano trovare soluzioni strutturali e non tampone:
a) estensione del rimborso per il deposito masserizie al personale dirigente: rendere applicabile ed eventualmente obbligatorio l’accesso al servizio di custodia e deposito delle masserizie a carico dell’Amministrazione trascorso il termine massimo per vacare l’alloggio. Liberare subito gli alloggi di origine spezza le catene di attesa ed evita che le abitazioni restino bloccate solo per fare da magazzino;
b)copertura totale delle locazioni temporanee per i trasferimenti d’ufficio: l’Amministrazione Difesa deve farsi totalmente carico delle spese sostenute dai militari per le locazioni temporanee in attesa della disponibilità dell’alloggio, superando l’attuale sistema a rimborso parziale (pari a massimali ormai del tutto anacronistici rispetto al reale mercato immobiliare e al costo della vita);
c) piena applicazione e aggiornamento delle circolari e degli Accordi Quadro: rispolverare e applicare pienamente gli orientamenti già tracciati dagli organi di vertice (come la circolare CGA a firma del Gen. Cinque del 2022), adeguando i futuri accordi quadro per i trasporti e i depositi delle masserizie alle reali esigenze della categoria.
«Non possiamo più accettare che famiglie intere debbano subire disagi logistici prolungati per oltre tre mesi e sopportare un impatto economico che può arrivare a incidere significativamente sul reddito annuo del militare», dichiara la Segreteria Nazionale del SIM Carabinieri. «Liberare gli alloggi in tempi certi e tutelare economicamente chi si sposta per servire lo Stato significa dare dignità ai lavoratori e consentire alle famiglie di integrarsi subito e al meglio nella nuova realtà di servizio.»
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale
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