13 Febbraio 2026
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Ferite Invisibili: il PTSD

Roma. Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è un disturbo invalidante che si sviluppa a seguito dell’esposizione a un evento traumatico. Viene tipicamente associato alla guerra e ai veterani, ma può insorgere in chiunque abbia vissuto un’esperienza percepita come profondamente minacciosa. In seguito al trauma, il corpo entra in modalità allarme e il sistema nervoso si attiva per proteggersi. È come se il cervello continuasse a pensare: “Potrebbe accadere di nuovo”. Chi soffre di PTSD presenta diversi sintomi come:
• intrusioni; ricordi indesiderati o incubi che riproducono l’evento traumatico.
• evitamento; persone con PTSD possono evitare ciò che ricorda il trauma, come aree particolari della città.
• alterazioni nella cognizione e nell’umore; sono un esempio il disinteresse, il distacco, la depressione.
• alterazioni dell’eccitazione e della reattività; irritabilità, difficoltà a rilassarsi, ipervigilanza.
Questi sintomi possono insorgere dopo l’esposizione a un evento traumatico che ha rappresentato, per chi lo ha vissuto, un concreto rischio per la propria vita. Il trauma può derivare sia da un evento acuto (come un incidente, un lutto, una catastrofe) sia da esposizioni ripetute e prolungate (violenza domestica, abusi). Spesso, chi soffre di PTSD si chiede perché non riesca ad andare avanti con la propria vita. Ma il problema non risiede nella mancanza di volontà, ma nel trauma non elaborato. Per questo il PTSD può essere paragonato ad una ferita invisibile: non si vede, ma influenza la persona nel quotidiano. Influenza, infatti, il modo di percepire sé stessi, gli altri e il mondo circostante. Per chi soffre di PTSD il mondo non è più sicuro. Quando il disturbo da stress post-traumatico non viene riconosciuto e trattato, può cronicizzarsi, compromettendo in modo significativo il benessere psicologico e fisico. Senza un intervento terapeutico, aumentano le probabilità di sviluppare depressione maggiore, disturbi d’ansia, attacchi di panico, dipendenze da sostanze o alcol e, nei casi più gravi, pensieri suicidari. Con il giusto supporto è possibile ridurre i sintomi e ritrovare un senso di sicurezza. Il trattamento del PTSD va affrontato con il supporto di uno psicoterapeuta; tuttavia, nell’immediato possono essere utili pratiche di cura di sé, volte a ristabilire equilibrio emotivo e la riduzione dell’attivazione nervosa. Non sono sostitutive alla psicoterapia, ma azioni quotidiane che aiutano a non peggiorare i sintomi, in attesa o insieme a un percorso terapeutico. La sicurezza personale è il primo elemento: dopo un trauma, il sistema nervoso rimane in allerta e l’esperienza traumatica può essere elaborata solo quando la persona percepisce sé stessa e i propri cari come al sicuro. A volte, però, la percezione di sicurezza non può essere completamente raggiunta; in questi casi è importante cercare il supporto di professionisti. Un altro elemento importante è la salute fisica che può essere compromessa. Per questo è importante cercare di mantenere abitudini regolari di alimentazione, riposo ed esercizio fisico. Infine, la consapevolezza aiuta a ridurre lo stress, la rabbia, la tristezza e il senso di isolamento spesso associati al trauma. Mantenere una routine quotidiana, dedicarsi ad attività piacevoli e restare in contatto con la propria rete sociale può contribuire a ristabilire un senso di normalità e continuità. Le ferite invisibili non si vedono, ma possono guarire. Anche dopo il trauma, è possibile tornare a
sentirsi al sicuro nel mondo.

SIM Carabinieri Dipartimento salute e benessere
Responsabile Dott.ssa Laura Seragusa
Stefania Siano – Laura Montanaro – Alice Rivolta – Alessandra Antonangeli

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