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GIÙ LE MANI DALLA STORIA E DALLA SICUREZZA: LA CASERMA “GIACOMO ACQUA” NON SI SVENDE AI PRIVATI!
Roma – La Segreteria Regionale Lazio del SIM Carabinieri apprende con profonda e sdegnata preoccupazione le notizie relative all’avanzamento del piano di dismissione della storica Caserma “Giacomo Acqua” di Piazza del Popolo, destinata – secondo quanto emerso a mezzo stampa – a essere riconvertita nell’ennesimo resort alberghiero di lusso destinato a grandi investitori privati. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a quello che si configura come un vero e proprio scippo all’identità istituzionale dell’Arma e alla sicurezza dei cittadini nel cuore di Roma. La “Giacomo Acqua” non è un semplice immobile commerciale da mettere a reddito o su cui fare speculazione immobiliare: è la prima caserma dei Carabinieri della Capitale, presidio fondamentale di legalità dal settembre 1870, subito dopo la Breccia di Porta Pia. Un complesso monumentale di inestimabile valore, intitolato al Capitano Giacomo Acqua – primo ufficiale a fare ingresso nella Roma annessa al Regno d’Italia – che racchiude secoli di storia: dalle celle del XVI secolo che ospitarono Martin Lutero agli affreschi manieristi del Cinquecento, fino alle centinaia di militari che ogni giorno, con abnegazione, garantiscono la tutela dell’ordine pubblico in uno dei luoghi più iconici e frequentati al mondo. Come associazione sindacale a tutela delle donne e degli uomini in divisa, il SIM Carabinieri Lazio esprime una posizione nettamente contraria e solleva forti perplessità: l’ipotesi di relegare la presenza dei Carabinieri a un “piccolo punto denunce” all’interno di un hotel a cinque stelle è una proposta irrispettosa, uno “specchietto per le allodole” che svuota di reale forza e operatività il controllo del territorio nel centro storico ed inoltre il preannunciato trasferimento coatto verso sedi periferiche causerà gravi disagi alle centinaia di carabinieri e alle loro famiglie che da anni fanno riferimento al Comando Legione Lazio. Mentre si prospettano anni di cantieri e un enorme dispendio di risorse per l’adeguamento di un’ipotetica nuova sede, la proprietà continua a incassare un canone milionario, dimostrando come le logiche del profitto stiano prevalendo sulla funzione sociale delle Istituzioni. “La sicurezza dei cittadini e la memoria storica dell’Arma dei Carabinieri non sono merce di scambio finanziario” – sotolinea la Segreteria Regionale. “Chiediamo con fermezza al Ministero della Difesa, al Comando Generale e alle Autorità cittadine di fermare questo progetto di mercificazione. La Caserma ‘Giacomo Acqua’ deve rimanere un presidio di legalità e un patrimonio pubblico fruibile dalla collettività, non l’ennesimo privato salotto del turismo d’élite.”
SIM Carabinieri – Segreteria Regionale Lazio
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