News, Comunicati Nazionali
Guerre urbane e scontri di piazza: basta strumentalizzazioni, a pagare il prezzo sono solo le donne e gli uomini in divisa e i cittadini
Roma. Di fronte alle immagini dei disastri e delle devastazioni che sempre più frequentemente si verificano nel nostro Paese durante determinate manifestazioni, assistiamo a un copione ormai visto e inaccettabile. Le strade delle nostre città si trasformano in veri e propri teatri di scontro, con danni al patrimonio pubblico, attività commerciali devastate e intere comunità prese in ostaggio dalla violenza. In questo scenario, la politica continua a dare lo spettacolo migliore di sé — o forse il peggiore. Insomma siamo assistendo all’ennesimo sciacallaggio mediatico. C’è chi strumentalizza la violenza per soffiare sul fuoco del consenso e chi minimizza gli episodi per calcolo di schieramento. Ognuno usa questi drammatici eventi come palco elettorale per sventolare bandiere di parte e fare propaganda sulle spalle del Paese. Ma al di là dei talk show e dei proclami sui social, la realtà resta una sola: a pagare il conto di questa follia non sono i politici, né tantomeno i violenti che devastano le città e la fanno quasi sempre franca. A pagare sono unicamente i cittadini perbene, che vedono le proprie città devastate e la propria sicurezza compromessa, e la gente in uniforme, che ci mette direttamente il proprio corpo, la propria salute e la propria incolumità. Sono i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, gli agenti della Polizia Locale e i vigili del fuoco mandati in strada a fare da scudo umano, costretti a subire lanci di bombe carta, pietre, insulti e aggressioni per compensare le tutele e i decreti mancati o le carenze strutturali della politica. Servitori dello Stato a cui vengono chiesti professionalità e spirito di sacrificio encomiabili, ma che finiscono per diventare i capri espiatori di tensioni sociali. È ora di dire basta alle passerelle e alle strumentalizzazioni sulle spalle di chi indossa una divisa e della collettività. Chi serve lo Stato in strada merita rispetto, tutele reali e una politica seria che smetta di usare gli scontri come strumento di campagna elettorale permanente. Le donne e gli uomini in divisa non sono carne da cannone per la propaganda di nessuno: sono i difensori della sicurezza di tutti i cittadini e meritano fatti, non parole. Il SIM Carabinieri dice definitivamente BASTA al ping-pong tra le parti politiche, perché non vuole che si faccia campagna elettorale sulla pelle delle donne e degli uomini in uniforme e sulla tranquillità della gente!
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale
Condividi l'articolo
LEGGI ANCHE
Operazione “Plata 2025”: eseguite 26 misure cautelari per traffico di droga
Vertici dei clan camorristici operativi dal carcere: carabinieri eseguono misure cautelari
Scippi in monopattino: carabinieri arrestano 3 giovani a Torino
Montesano, controlli nel settore oleario: sequestro per mancata tracciabilità.


