24 Gennaio 2026
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IL DOVERE DEL RICORDO E L’EREDITÀ DEL SACRIFICIO NEL 35° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEL PILASTRO

Bologna. In questa giornata di profondo raccoglimento, il SIM Carabinieri intende onorare con solennità la memoria di Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, i tre giovani Carabinieri che il 4 gennaio 1991 caddero sotto il fuoco spietato della banda della “Uno Bianca” nel quartiere Pilastro di Bologna. Il tempo trascorso da quella tragica serata non ha scalfito la memoria collettiva né ha attenuato il senso di dolore e di ingiustizia che circonda una delle pagine più buie e cruente della storia della nostra Repubblica. Quei ragazzi, poco più che ventenni, rappresentavano la parte migliore dell’Italia: giovani pronti al dovere, animati da un senso di servizio che li portava a presidiare il territorio con dedizione, ignari che la violenza più cieca e il tradimento più infame si stessero materializzando nell’oscurità di quella periferia bolognese. La loro fine non fu solo un attacco all’Arma dei Carabinieri, ma un assalto frontale allo Stato e ai valori di convivenza civile che ogni militare è chiamato a difendere quotidianamente. Come sindacato, sentiamo il peso e l’onore di custodire questa memoria, affinché il sacrificio di Mauro, Andrea e Otello non venga mai relegato a una mera ricorrenza sul calendario, ma resti un monito vivente per tutti gli operatori della sicurezza. La loro morte per mano di individui che avevano infangato la stessa divisa che loro indossavano con orgoglio rende il loro martirio ancora più emblematico della lotta tra la rettitudine e la corruzione morale. Oggi, il SIM Carabinieri si stringe in un abbraccio ideale alle famiglie dei caduti, che per decenni hanno lottato per la verità e la giustizia con una dignità che ci commuove e ci sprona a non abbassare mai la guardia. Essere Carabinieri oggi significa anche portare nel cuore i nomi di questi tre colleghi, trasformando il dolore in un impegno sindacale e professionale costante, volto a garantire che nessun militare sia mai lasciato solo nello svolgimento del proprio compito e che la sicurezza di chi serve il Paese sia sempre una priorità assoluta. Ricordare il Pilastro significa rivendicare l’orgoglio di appartenere a un’Istituzione sana, capace di isolare il male e di rigenerarsi attraverso l’esempio di chi, come Mitilini, Moneta e Stefanini, ha pagato il prezzo più alto per la nostra libertà e la nostra democrazia. Il loro sangue, versato su quell’asfalto gelato, continua a parlarci di coraggio e di onore, guidando i passi di ogni Carabiniere che, ogni giorno, con silenziosa abnegazione, sceglie di schierarsi dalla parte della legge. Il SIM Carabinieri rinnova solennemente il proprio impegno a tramandare questo testimone di fedeltà, affinché il loro esempio rimanga scolpito nella coscienza dell’Italia intera e continui a ispirare le nuove generazioni di servitori dello Stato che vedono in loro i propri fratelli e i propri eroi per sempre.

SIM CARABINIERI

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