Skip to main content

Segretario Generale, News, Comunicati Nazionali

LA SICUREZZA NON HA BISOGNO DI TABÙ IDEOLOGICI

Ufficio Stampa

29 Giugno 2026

Roma. Il documento diffuso dall’ANFP (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) ripropone una discussione che appartiene ormai a un’altra stagione istituzionale. Ancora una volta si tenta di rappresentare la distinzione tra funzione civile e funzione militare come un principio intangibile, quasi che mettere in discussione l’attuale assetto della legge n. 121 del 1981 significhi minare la democrazia.

Non è così.

Nessuno mette in dubbio il valore della Polizia di Stato, del Questore o dell’Autorità di pubblica sicurezza. Ma non si può continuare a ignorare la realtà operativa del Paese. La sicurezza quotidiana dei cittadini italiani è garantita in larga parte dall’Arma dei Carabinieri, forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza, presente capillarmente su tutto il territorio nazionale con migliaia di Stazioni, spesso unico presidio dello Stato nei piccoli e medi comuni. È difficile sostenere che il sistema possa continuare a fondarsi su una concezione nella quale la responsabilità formale della pubblica sicurezza resta concentrata in un modello costruito oltre quarant’anni fa, mentre la risposta operativa è affidata, nella maggior parte dei casi, proprio ai Carabinieri. L’Arma non ha bisogno di rivendicare il proprio ruolo: lo dimostra ogni giorno sul territorio, con una presenza che nessun’altra forza di polizia è oggi in grado di assicurare. È questa la realtà che dovrebbe orientare ogni riflessione sull’evoluzione dell’ordinamento. Colpisce, inoltre, il continuo tentativo di contrapporre il carattere militare dell’Arma ai principi democratici della Repubblica. È una contrapposizione priva di fondamento. L’ordinamento italiano conosce da sempre autorità amministrative esercitate da ufficiali delle Forze armate. Le Capitanerie di Porto svolgono funzioni di autorità marittima. I Carabinieri Forestali esercitano sul territorio rilevanti funzioni autoritative in materia ambientale e forestale. Nessuno ha mai ritenuto che ciò costituisse un vulnus ai principi democratici. Perché allora soltanto nel settore della pubblica sicurezza dovrebbe esistere una preclusione assoluta nei confronti dell’Arma dei Carabinieri? La risposta sembra risiedere più nella difesa di equilibri corporativi che in una reale esigenza istituzionale. Del resto, pochi ricordano che nelle prime elaborazioni della riforma del 1981 era stata presa in considerazione proprio la possibilità di attribuire funzioni di Autorità locale di pubblica sicurezza ai Comandi dell’Arma retti da ufficiali, nei territori privi di un Commissariato della Polizia di Stato. Si trattava di una soluzione coerente con la capillare presenza dell’Arma sul territorio, poi non recepita nel testo definitivo della legge. Ciò dimostra che il tema non rappresenta una forzatura né una novità, ma un’ipotesi già valutata durante il percorso che portò all’approvazione della legge n. 121/1981. Anche il continuo richiamo alla legge n. 121 del 1981 come se rappresentasse un approdo definitivo appare ormai anacronistico. Quella riforma ha avuto un ruolo storico importante, ma nessuna legge è sottratta alla possibilità di essere aggiornata quando mutano il contesto operativo e le esigenze del Paese. Oggi è legittimo interrogarsi se non sia arrivato il momento di riconoscere anche sul piano ordinamentale ciò che già accade nella realtà. Il SIM Carabinieri ritiene che sia giunto il tempo di aprire, senza pregiudizi, una revisione della legge n. 121/1981, prevedendo che l’Arma possa esercitare funzioni di Autorità locale di pubblica sicurezza nei territori privi di Commissariato della Polizia di Stato, attraverso i Comandi retti da ufficiali, e funzioni di Autorità provinciale nei territori diversi dal capoluogo di provincia, nel quale resterebbe naturalmente ferma la competenza del Questore. Una simile evoluzione non indebolirebbe il sistema, ma lo renderebbe più coerente con la realtà organizzativa dello Stato, valorizzando le competenze di tutte le istituzioni senza inutili contrapposizioni.  L’Arma dei Carabinieri è, inoltre, la più antica forza di polizia italiana, protagonista della costruzione dello Stato unitario e della storia della Repubblica. Una storia che parla da sola e che non necessita di primati rivendicati o di scontri con altre istituzioni. Il vero tema non è stabilire quale uniforme prevalga sull’altra. Il vero tema è costruire un sistema di sicurezza più aderente alla realtà del Paese, capace di riconoscere responsabilità e funzioni a chi già oggi garantisce, ogni giorno e in ogni angolo d’Italia, la presenza dello Stato. È tempo di superare tabù ideologici ormai privi di attualità e di abbandonare gelosie di giubba e di categoria che non servono né ai cittadini né alle istituzioni. Le riforme non devono avere paura della realtà. Devono prenderne atto e governarla.

SIM CARABINIERI SEGRETERIA NAZIONALE GENERALE 

Condividi l'articolo

LEGGI ANCHE

Iscriviti alla newsletter

Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

Un modo semplice per rimanere aggiornato sulle attività nazionali
e regionali del SIM Carabinieri

Hai una domanda per il SIM Carabinieri?

Invia il tuo quesito o una segnalazione attraverso lo spazio dedicato

@ 2026 SIM CARABINIERI - Tutti i diritti riservati

SIM Carabinieri

Via Magnagrecia, 13

00183 Roma

CF 96408280582

@ 2026 SIM CARABINIERI - Tutti i diritti riservati
@ 2026 SIM CARABINIERI - Tutti i diritti riservati