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MACOMER, CARABINIERI IN SERVIZIO DI O.P. ALLOGGIATI IN CONDIZIONI INACCETTABILI, SDEGNO DEL SIM CARABINIERI

Ufficio Stampa

8 Agosto 2026

Macomer (NU). Il SIM Carabinieri rappresenta alle Autorità competenti le gravi criticità relative al vitto e all’alloggiamento del personale dell’Arma impiegato nei servizi di Ordine Pubblico presso il Distaccamento di Macomer. Quanto oggi portato all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica non costituisce un’emergenza improvvisa: è l’esito, da tempo prevedibile, di una consuetudine gestionale che il SIM Carabinieri ritiene doveroso ricostruire nei suoi passaggi essenziali.  Le criticità erano note da tempo. Il personale le ha rappresentate ripetutamente attraverso i canali interni, senza ottenere riscontri né misure correttive: le segnalazioni sono rimaste prive di seguito e, nel frattempo, le condizioni sono progressivamente peggiorate. Quando le istanze di chi vive quotidianamente il disagio non trovano adeguata considerazione, il deterioramento delle condizioni di impiego finisce inevitabilmente per consolidarsi.  A ciò si aggiunge l’assenza di controlli: le convenzioni con le strutture ricettive risultano stipulate ma mai sottoposte a effettiva verifica. Non consta che sia stato accertato nel tempo il rispetto degli standard igienico-sanitari, manutentivi e contrattuali. Una convenzione priva di verifiche equivale, nei fatti, a una rinuncia alla funzione di vigilanza, i cui esiti sono oggi evidenti. Il terzo fattore è rappresentato da una gestione che genera disagio e stress nel personale: non risultano chiari né i criteri adottati per l’individuazione delle strutture convenzionate né le ragioni delle continue rotazioni del personale tra hotel e bed and breakfast, gestite dalla Pubblica Sicurezza di Macomer. L’assenza di trasparenza preclude ogni forma di verifica e non consente di escludere che le scelte rispondano a logiche estranee al benessere del personale. Da ultimo, la logica del contenimento dei costi: gli elementi acquisiti inducono a ritenere che le strutture vengano individuate secondo il criterio del massimo risparmio, con conseguenze che ricadono sulla dignità, sulla salute e sul riposo dei militari. Comprimere la spesa a scapito di chi garantisce l’Ordine Pubblico non costituisce efficienza amministrativa: è una scelta miope che compromette la sicurezza e la qualità del servizio. Attualmente i militari vengono periodicamente trasferiti tra hotel e bed and breakfast situati anche nei comuni limitrofi e, in alcuni casi, in aperta campagna, lontano da farmacie, supermercati e servizi essenziali. Le segnalazioni pervenute descrivono camere umide e poco confortevoli, arredi deteriorati, materassi usurati, spazi insufficienti per ospitare due persone, connessione Wi-Fi assente o malfunzionante e, in alcuni casi, scarsa copertura telefonica. Ancora più grave è quanto avverrebbe durante gli avvicendamenti: militari appena rientrati dal turno notturno sarebbero invitati a liberare anticipatamente le camere per consentirne il riassetto e l’assegnazione al personale subentrante. Si tratta di una prassi non tollerabile: il riposo del personale non può essere subordinato alle esigenze organizzative o commerciali delle strutture ricettive. Anche il servizio di vitto presenta evidenti criticità. Alcune strutture non garantirebbero la continuità prevista dalle convenzioni, osservando giorni o periodi di chiusura e costringendo i militari a reperire autonomamente soluzioni alternative. In alcuni casi, la colazione verrebbe lasciata nei corridoi, senza personale addetto e su arredi non idonei alla somministrazione degli alimenti. Sono state inoltre segnalate differenze nella qualità e nella varietà dei servizi offerti al personale in convenzione rispetto alla clientela ordinaria. Il personale impiegato nell’Ordine Pubblico affronta turnazioni continue, comprese quelle notturne, e servizi particolarmente gravosi. Garantire una camera dignitosa, un pasto adeguato e il necessario recupero psicofisico non è una concessione né un privilegio: è un preciso obbligo organizzativo e una condizione indispensabile per la sicurezza e l’efficienza del servizio.
Il SIM Carabinieri chiede:
• l’immediato controllo di tutte le strutture convenzionate;
• la verifica del rispetto degli standard igienico-sanitari, manutentivi e contrattuali;
• la piena trasparenza sui criteri di individuazione delle strutture e di rotazione del personale;
• l’esclusione dalle convenzioni delle strutture che non rispettano gli obblighi assunti;
• la garanzia effettiva del riposo, soprattutto dopo i servizi notturni;
• la continuità del servizio di vitto durante tutto l’anno;
• l’adozione di standard qualitativi omogenei per tutto il personale impiegato.
Alla luce della rilevanza delle criticità rappresentate — espressione di un malessere protratto nel tempo — qualora il Prefetto di Nuoro ritenga opportuno acquisire ulteriori elementi o approfondire gli aspetti segnalati, questa Segreteria resta sin d’ora a completa disposizione per ogni necessario chiarimento e per un eventuale confronto istituzionale, anche con il Questore di Nuoro e con il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Nuoro. Si confida che vengano disposti con urgenza gli opportuni accertamenti e adottate concrete misure correttive: la tutela della salute, della dignità e del riposo del personale non ammette ulteriori rinvii. Il SIM Carabinieri non può accettare che chi garantisce l’Ordine Pubblico venga trattato alla stregua di un ospite scomodo o di personale di seconda categoria. Chi ha consentito che si giungesse a questo punto ha ora il dovere di porvi rimedio: chi richiede il massimo impegno ai Carabinieri ha il corrispondente dovere di assicurare condizioni di impiego dignitose. In assenza di interventi concreti, il SIM Carabinieri adotterà ogni iniziativa sindacale e istituzionale utile alla tutela del personale rappresentato.

SIM CARABINIERI SEGRETERIA REGIONALE SARDEGNA E PROVINCIALE CAGLIARI

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