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Memorial Day SAP: a Peteano il ricordo si fa missione, Polizia e Carabinieri uniti nel nome del sacrificio e della memoria
Peteano (GO) – Esiste un filo invisibile, fatto di coraggio e dedizione, che lega il passato al presente, il dovere alla vita e il silenzio della memoria al rumore della storia. Oggi, in occasione del Memorial Day del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), quel filo si è dipanato per onorare chi ha pagato con il bene più prezioso la difesa della democrazia e della legalità. Nato nel 1992, l’anno delle ferite ancora aperte di Capaci e via D’Amelio, il Memorial Day non è una semplice ricorrenza, ma un abbraccio collettivo che l’Italia rivolge a tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità. È un ricordo che non distingue divise, ma che unisce servitori dello Stato, giornalisti, politici, religiosi e semplici cittadini in un unico, solenne ringraziamento. La cerimonia odierna si è svolta in un luogo che parla di un dolore antico e profondo: il monumento alla Strage di Peteano, atto terroristico di matrice politica di estrema destra commesso il 31 maggio 1972. In quella data, una vile trappola spezzò le giovani vite del Brigadiere Antonio Ferraro (31 anni) e dei Carabinieri Donato Poveromo (33 anni) e Franco Dongiovanni (23 anni), ferendo gravemente altri due commilitoni. In questo luogo intriso di sacralità, il SAP ha voluto accanto a sé il SIM Carabinieri, in un gesto di fratellanza che va oltre le sigle e abbraccia l’essenza stessa del servizio. Il Segretario Regionale SAP Lorenzo Tamaro e la Segretaria Provinciale SAP di Gorizia Roberta Gargiulo hanno deposto una corona in onore delle vittime, alla presenza del Segretario Generale Regionale SIM Carabinieri Fabio Cubeddu e del Segretario Provinciale di Gorizia Davide Capuano, uniti in un momento di profonda commozione. Particolarmente toccante è stata la partecipazione della Signora Rita Famea, vedova del Brigadiere Ferraro, custode di una memoria che non è solo pubblica, ma intima e quotidiana. La sua presenza, insieme a quella delle autorità civili, ha ricordato a tutti che dietro ogni divisa c’è un uomo, e dietro ogni uomo c’è una famiglia che condivide, spesso nel silenzio del sacrificio, il peso di una scelta di vita totale. Indossare l’uniforme non è un lavoro come gli altri: è una vera e propria missione. In un periodo storico complesso, l’auspicio è che le Forze dell’Ordine tornino a essere riconosciute come un punto di riferimento saldo per la popolazione. Una vocazione che trasforma l’operatore in un custode della libertà altrui; una missione che condiziona il percorso quotidiano dei propri cari, rendendoli partecipi di un sacrificio collettivo. Il Memorial Day ci insegna che il sangue versato a Peteano non sarà stato vano finché ci saranno cuori pronti a ricordarlo e mani pronte a continuare quel cammino. Oggi, tra le colline del goriziano, il silenzio del ricordo si è fatto promessa: non dimenticare mai che la nostra sicurezza affonda le radici nel coraggio di chi ha fatto del dovere una ragione di vita.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA REGIONALE FVG
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