Mobilità d’autorità e dignità abitativa: la necessità di rimborsi indicizzati ai valori reali.
Roma – Il SIM Carabinieri- Area Negoziale dei Dirigenti –, recependo le segnalazioni giunte da più parti d’Italia, segnala come la situazione abitativa per la categoria Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri ha raggiunto un livello di criticità non più sostenibile. A fronte dei continui trasferimenti d’autorità, necessari per garantire l’operatività dell’Istituzione su tutto il territorio nazionale, la risposta logistica ed economica dell’Amministrazione appare oggi totalmente inadeguata rispetto al costo della vita reale. Il punto nevralgico della questione riguarda il trattamento economico previsto nella fase di “mancata occupazione” dell’alloggio di servizio (ASI/AST). Attualmente, agli Ufficiali aventi diritto ma sprovvisti di alloggio assegnato, viene messo a disposizione un budget forfettario di 2.375 euro spendibile nell’arco di 6 mesi. “Si tratta di una cifra che, se rapportata al mercato immobiliare delle grandi aree metropolitane come Roma, Milano, Firenze o Bologna – sottolineano dell’Area Negoziale Dirigenti del SIM Carabinieri-. “Con una media degli affitti che nelle grandi città supera abbondantemente i 1.000/1.200 euro mensili per soluzioni modeste, il budget stanziato dall’Amministrazione copre a malapena due mensilità su sei. I restanti quattro mesi, più le spese accessorie e le caparre, gravano interamente sulle spalle dei colleghi e delle rispettive famiglie, creando un disagio economico inaccettabile per chi serve lo Stato.” È necessario smettere di disperdere fondi in rimborsi parziali e iniziare a investire nel mattone pubblico, mappando e riqualificando gli immobili dismessi del Demanio o i beni confiscati alle mafie per trasformarli in poli alloggiativi moderni, una scelta che valorizzerebbe il patrimonio dello Stato anziché foraggiare il mercato privato. Parallelamente, servirebbe un piano di Housing Sociale dedicato con canoni calmierati e, nell’immediato, l’abolizione del tetto fisso dei 2.375 euro in favore di un rimborso indicizzato ai valori OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare), perché non si può pretendere che vivere nel centro di Milano costi come in provincia. Fino a quando non ci sarà un piano edilizio serio, l’Amministrazione deve garantire convenzioni dirette con i residence a proprio carico, evitando che l’Ufficiale debba anticipare somme enormi per poter lavorare. La mobilità è un dovere sacro per chi veste l’uniforme, ma garantire un tetto dignitoso è un obbligo morale e logistico dello Stato che non può più essere ignorato.
SIM CARABINIERI

