13 Febbraio 2026
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PERSONALE RIPIEGATO DI SEDE: RICONOSCIUTO IL DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI MISSIONE SE IL COMUNE NON È LIMITROFO

Cuneo – Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri si è espresso favorevolmente sul diritto del personale, in servizio presso una Stazione ripiegata in altra sede, a percepire l’indennità prevista dalla Legge 29 marzo 2001, n. 86. La vicenda trae origine dall’istanza presentata a inizio anno da due militari iscritti al SIM Carabinieri, in servizio presso una Stazione del cuneese ripiegata nel 2022. Con il loro quesito, i militari hanno sollevato una questione fondata su rilevanti elementi giuridici. In riscontro, la Direzione di Amministrazione del Comando Generale ha fornito una risposta dettagliata: richiamando la circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica del 25.03.2013, ha chiarito che la locuzione “sede di servizio limitrofa” identifica esclusivamente una sede ubicata in un comune confinante. Nel caso di specie, il Comando ripiegato rientrava nelle previsioni del concetto di ripiegamento (circolare 44/31-1969 dell’Ufficio Ordinamento del CGA), trovandosi a una distanza superiore ai 10 chilometri tra le due case comunali, come stabilito da diverse sentenze della Cassazione. Al personale interessato, supportato sin dall’inizio dal SIM Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, sono state quindi riconosciute: l’indennità di trasferimento, l’indennità di trasferta, l’indennità di prima sistemazione e l’eventuale indennità una tantum. Agostino Margaritora, Segretario Generale del SIM Piemonte e Valle d’Aosta, ha dichiarato:  “Il risultato ottenuto non è solo una vittoria dei nostri due colleghi, ma un parere del Comando Generale che andrà a beneficio di moltissimi militari costretti a operare in condizioni di disagio logistico e infrastrutturale, con inevitabili ripercussioni sulle proprie famiglie. Questo successo, che definirei storico poiché riconosce il malessere del personale trasferito d’autorità, è stato possibile anche grazie alla lungimiranza e alla sensibilità del Comandante della Legione Carabinieri ‘Piemonte e Valle d’Aosta’, Gen. D. Andrea Paterna. Il Generale, invece di rigettare la domanda a priori, ha colto la fondatezza giuridica dell’istanza ponendo il quesito al Comando di vertice, che ha risolto positivamente la questione. L’importanza di aderire a una sigla sindacale seria, autorevole e strutturata come il SIM Carabinieri risiede proprio in questo: nel coraggio di portare avanti le istanze per far valere i diritti dei colleghi.”

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