Reato di Fuga: la proposta di legge del SIM Carabinieri è in Parlamento
Roma. Era il mese di marzo 2025 quando, tra le tante “parole” da molti spese sulla nota vicenda Ramy, nel corso della cui fuga era morto il giovane egiziano e contemporaneamente indagati per omicidio i Carabinieri che tentarono di fermarlo, il SIM Carabinieri si impegnava invece e realmente per la ricerca di una soluzione “concreta” che mettesse fine a simili vicende. A fronte di un importante studio ed analisi della materia, il Dipartimento Affari Giuridici del SIM Carabinieri, con a capo il responsabile Dott. MILANO Giuseppe, redigeva un apposito progetto di riforma normativa che da una parte consentisse di sanzionare penalmente la condotta di fuga, finora prevista esclusivamente (e solo a determinate condizioni) quale illecito amministrativo e dall’altra evitasse di ricondurre la predetta condotta nel reato di resistenza solo a seconda dei singoli orientamenti della Magistratura operante nella singola vicenda. Le Forze dell’Ordine meritano certezze. Chi fugge merita di essere punito e ciò soprattutto se in quella fuga mette a rischio l’incolumità della stesse Forze di Polizia e degli ignari altri utenti della strada. E’ su queste due ferme linee direttrici che si è posto il progetto di legge approvato dalla Segreteria Generale del SIM Carabinieri che, consapevole dell’importanza dell’auspicata riforma, a nome del proprio Segretario Generale Antonio SERPI, lo ha con convinzione depositato presso i competenti organi politici chiedendo di valutare l’inserimento nel codice penale italiano dell’art. 337 ter avente appunto ad oggetto il reato di “fuga” così formulato: <<Chiunque, omettendo di fermarsi all’obbligo legittimamente intimato da Ufficiali e/o Agenti di Polizia Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza, si dia alla fuga con modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità dei predetti operatori ovvero di altri utenti della strada, è punito con le medesime pene di cui agli artt. 336 e 337 c.p.. Nel caso in cui i fatti di cui al primo comma siano commessi mediante l’utilizzo di veicoli, all’accertamento del reato consegue la confisca del veicolo e, se trattasi di fatti commessi con veicoli a motore, consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Per i fatti di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni in tema di arresto in flagranza differito di cui all’art. 382 bis cpp>>. Ebbene, è con estrema soddisfazione che il SIM Carabinieri ha accolto la proposta di legge nr. 2512 a firma degli on. IEZZI, MOLINARI, ANDREUZZA, DAVIDE BERGAMINI, BOF, CARRÀ, CAVANDOLI, CECCHETTI, GIGLIO VIGNA, LAZZARINI, MACCANTI, MORRONE, NISINI avente ad oggetto l’introduzione proprio dell’auspicato reato di fuga nel medesimo impianto e sostanziale direzione di quello prospettato dal SIM Carabinieri, tra l’altro ulteriormente rafforzato in termini di pena a seguito delle valutazioni tecniche dell’apposito organo politico. <<La tutela sindacale, per il SIM Carabinieri, è fatta di gesti concreti, non di sterili parole>>. E’ con queste parole che il Segretario Generale Antonio SERPI ha accolto il seguito parlamentare della proposta orgogliosamente avanzata dal SIM a servizio ed a beneficio dei propri iscritti e dell’intera collettività militare. L’auspicio, ora, è che l’attesa sia finalmente terminata e che tale reato venga introdotto al più presto nell’ordinamento giuridico. Vicende come quella di Ramy non devono più accadere.
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale

