14 Marzo 2026
Comunicati NazionaliNews

Riforma della Sanità militare: gravi criticità giuridiche e violazioni procedimentali. Necessario un immediato intervento correttivo

Roma. Lo schema di decreto legislativo sulla riorganizzazione della Sanità militare, attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari, presenta gravi criticità giuridiche, procedimentali e costituzionali, come emerge in modo chiaro dal parere del Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli atti normativi, n. 224 del 29 gennaio 2026 (Affare n. 56/2026). Il nostro sindacato ritiene doveroso segnalare che tali criticità non costituiscono meri rilievi tecnici, ma integrano potenziali violazioni di norme costituzionali e della legge di delega, con ricadute dirette sui diritti, sulle carriere e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario militare.

1.Violazione della legge di delega e dell’art. 76 della Costituzione

Il Consiglio di Stato ha formalmente rilevato che agli atti del procedimento non risulta acquisita la proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, espressamente richiesta dall’articolo 2 della legge 28 novembre 2023, n. 201. Tale mancanza configura una violazione del procedimento di esercizio della delega legislativa, in contrasto con l’articolo 76 della Costituzione, che subordina la legittimità del decreto legislativo al rigoroso rispetto delle condizioni fissate dal Parlamento. Si tratta di un vizio sostanziale, non meramente formale, che espone il provvedimento a un concreto rischio di illegittimità costituzionale.

2.Profili di eccesso di delega

Il Consiglio di Stato ha dato atto che la riorganizzazione proposta: incide in modo profondo su ruoli, carriere e assetti ordinativi e presenta un’estensione che potrebbe eccedere i principi e criteri direttivi fissati dalla legge delega. Il SIM Carabinieri rileva che una riforma con tali effetti, adottata senza un chiaro e puntuale fondamento nella delega, lede le legittime aspettative di carriera del personale e viola i principi di certezza del diritto e di affidamento.

3.Violazione dell’art. 97 della Costituzione – Riserva di legge

Particolarmente grave è il rilievo del Consiglio di Stato secondo cui lo schema di decreto demanda a fonti regolamentari l’attribuzione di “ulteriori specifiche funzioni” al Comandante della Sanità militare. Tale impostazione si pone in contrasto con:  l’articolo 97 della Costituzione e il principio di legalità dell’azione amministrativa; ciò in ragione del fatto che le funzioni amministrative e organizzative fondamentali devono essere stabilite da fonti primarie e non possono essere ampliate per via regolamentare.

4.Violazione delle regole sulla partecipazione sindacale

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che alle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari è stato concesso un termine di soli dieci giorni per esaminare uno schema di decreto di elevata complessità tecnica. Tale compressione: ha compromesso l’effettività della consultazione; si pone in contrasto con i principi di leale collaborazione e partecipazione procedimentale; svuota di contenuto il ruolo sindacale riconosciuto dalla normativa vigente.

5.Profili finanziari e possibile violazione dell’obbligo di istruttoria

Il Consiglio di Stato ha inoltre sollevato fondati dubbi sulla reale neutralità finanziaria della riforma, osservando che il rafforzamento del supporto al Servizio sanitario nazionale difficilmente può avvenire senza risorse aggiuntive. È stata altresì censurata la procedura di esenzione dall’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR), richiesta in modo postumo, senza adeguata istruttoria e in violazione delle finalità previste dalla normativa vigente. Alla luce del parere del Consiglio di Stato, il SIM Carabinieri ritiene che:

  • lo schema di decreto non possa essere approvato senza una profonda revisione;
  • permangono rilevanti profili di illegittimità costituzionale e procedimentale;
  • l’adozione del decreto nello stato attuale esporrebbe l’Amministrazione a contenziosi diffusi.
    Si chiede pertanto:
  • la sospensione dell’iter;
  • l’apertura di un confronto sindacale reale e non formale;
  • la riformulazione del provvedimento nel pieno rispetto della legge di delega, della Costituzione e dei diritti del personale.

Anche se, pur non essendo formalmente vincolante, il parere del Consiglio di Stato non può essere ignorato quando segnala violazioni della legge di delega e principi costituzionali. In tali casi, l’adozione del decreto espone l’Amministrazione a un elevato rischio di illegittimità costituzionale.  Il SIM Carabinieri  si riserva ogni ulteriore iniziativa a tutela del personale sanitario militare, anche in sede giurisdizionale.

SIM CARABINIERI SEGRETRERIA NAZIONALE

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