Sanità Militare, il grido d’allarme del SIM Carabinieri: “Una riforma alchemica che mette a rischio la sicurezza e l’identità dell’Arma”
Roma. In data 3 marzo 2026, il SIM Carabinieri, la più grande sigla sindacale dell’Arma per numero di iscritti, è stato audito presso le Commissioni riunite Affari Sociali e Difesa della Camera dei Deputati. Oggetto dell’audizione è stato l’Atto n. 366 relativo alla “Revisione della struttura organizzativa della sanità militare”. L’intervento, tenuto dal Capo Dipartimento Sanità del SIM Carabinieri Amelia Di Benedetto, , ha scosso l’aula con una disamina ferma e documentata delle “numerosissime e gravissime criticità” che caratterizzano il provvedimento, recentemente confermate anche dal Consiglio di Stato. Il SIM Carabinieri ha denunciato innanzitutto l’assenza della formale proposta del Presidente del Consiglio e la mancata consultazione delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) nella fase di scrittura. “Non confondermi con i fatti che ho già deciso!”, ha commentato con amara ironia la Di Benedetto, citando Churchill per sottolineare la chiusura dell’Amministrazione verso il confronto. Uno dei punti più contestati riguarda i profili finanziari. La riforma promette un potenziamento del supporto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e migliori servizi per i militari, ma dichiara di farlo a “costo zero”. “Siamo di fronte a una ricetta alchemica o miracolosa che meriterebbe di essere studiata nelle migliori Università: garantire più servizi a tutti senza spendere un solo euro”, ha incalzato il Capo Dipartimento Sanità, evidenziando l’insostenibilità economica dell’operazione. Il SIM Carabinieri ha espresso fortissima preoccupazione per il declassamento professionale dei medici e infermieri dell’Arma. La norma prevede infatti la perdita delle qualifiche di Ufficiale e Agente di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza per il personale sanitario. “Essere Carabinieri non significa solo vestire una divisa,” ha dichiarato il Di Benedetto. “Oggi i nostri sanitari garantiscono il supporto in operazioni di Ordine Pubblico e Polizia Giudiziaria grazie a queste qualifiche. Toglierle significa compromettere l’efficienza operativa di un’istituzione preziosa come l’Arma”. In un momento di instabilità geopolitica globale, destabilizzare la sanità militare e i suoi assetti operativi è un rischio che il Paese non può permettersi. Il SIM Carabinieri ha concluso l’audizione con un invito perentorio alle Commissioni: fermarsi e riscrivere la riforma. “Se non siete sicuri della bontà di questo testo,” ha concluso la Di Benedetto, “allora sediamoci a un tavolo: Politica, Amministrazioni e Sindacati. Riscriviamola bene e velocemente. Lo meritano i Carabinieri e lo meritano i cittadini”.
TESTO INTERVENTO
intervento SIM commissioni camera 3 marzo
SIM CARABINIERI DIPARTIMENTO SANITA’

