13 Febbraio 2026
Comunicati NazionaliNews

Sanità Militare: il SIM Carabinieri boccia la riforma al Senato. “Inaccettabile liquidare i diritti dei militari in soli 7 minuti”

Roma. Si è conclusa poco fa l’audizione presso la Commissione Affari Sociali e Sanità del Senato, dove il SIM Carabinieri ha espresso una posizione di fermo e totale dissenso rispetto allo schema di decreto legislativo sulla revisione della Sanità Militare. Il SIM Carabinieri intende denunciare con forza non solo il contenuto del provvedimento, ma anche le modalità del confronto: non sono questi i termini né i modi per discutere una riforma di tale portata. È inaccettabile che una trasformazione radicale della sanità militare venga liquidata in una manciata di minuti; soltanto 7 minuti è stato infatti il tempo concesso al SIM Carabinieri per far valere i motivi del proprio “NO” e per tentare di proteggere la specificità dell’Arma. Un tempo del tutto insufficiente che svilisce il ruolo dei sindacati e l’importanza del tema trattato.  Uno dei punti critici è la perdita della qualifica di Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria per il personale sanitario dell’Arma. Privare queste figure della qualifica di PG significa spezzare il legame tra funzione di polizia e tutela sanitaria. Chi referterà le lesioni in contesto operativo o gestirà gli interventi sui soggetti arrestati? Un sanitario dei Carabinieri non è un semplice burocrate in camice, ma un professionista che opera a supporto delle attività di pubblica sicurezza. La riforma pretende di trasformare il Sistema Sanitario Militare (SSM) in un supporto strutturale per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Un obiettivo che per il SIM Carabinieri è irrealistico e insostenibile con le risorse attuali. Il SSM è già sotto organico per le sole esigenze militari ed inoltre si rischia di sottrarre risorse alla sanità civile per finanziare un’élite sanitaria militare, impoverendo entrambi i sistemi.

Il SIM Carabinieri in tale consesso ha denunciato con forza l’assurdità di un modello che:

  • umilia i graduati esperti: riqualificare Appuntati con decenni di servizio come “volontari” è una lesione gravissima della dignità professionale.
  • penalizza il reclutamento: abbassare il limite d’età a 28 anni esclude i medici più specializzati e pronti all’uso operativo;
  • crea disparità ingiustificabili: gli ufficiali dell’Arma, con percorsi di avanzamento storicamente più lenti, si troverebbero subordinati ai colleghi delle altre Forze Armate all’interno del nuovo “Corpo Unico”, pur avendo 116.000 carabinieri da tutelare, cioè quasi il 50% del personale assistito. I medici e sanitari dell’Arma dei Carabinieri costituiscono il 10% della forza complessiva del comparto che già sostiene quasi il 50% del personale.

Siamo di fronte a una riforma concepita male per le Forze Armate e peggio per l’Arma dei Carabinieri,” – sottolinea il Segretario Generale Antonio Serpi – “Non accetteremo che la specificità dei nostri sanitari venga diluita in un calderone burocratico che ignora il territorio e le stazioni, cuore pulsante della nostra organizzazione“. Per il SIM Carabinieri il rischio finale è che, non avendo medici a sufficienza, lo Stato ricorra massicciamente a professionisti esterni tramite Difesa Servizi S.p.A.. Perché pagare esterni quando basterebbe riconoscere il diritto alla libera professione ai nostri sanitari interni, garantendo loro aggiornamento e competenza?

Il SIM Carabinieri non resterà a guardare. Chiediamo che la riforma venga profondamente corretta per tutelare l’efficacia operativa dell’Arma e la salute dei carabinieri e dei cittadini.

SIM CARABINIERI

Documento completo presentato dal SIM Carabinieri

Sanita Militare SIM Carabinieri

 

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