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Scontri all’Arcella: accerchiati dai centri sociali durante un controllo, sette feriti tra i Carabinieri che arrestano 4 persone
Padova. Un ordinario controllo stradale si è trasformato in una serata di guerriglia urbana mercoledì 15 aprile in via Annibale da Bassano, nel cuore del quartiere Arcella a Padova. L’episodio ha avuto inizio quando una pattuglia dei Carabinieri ha intercettato un’auto sospetta con tre giovani a bordo; il tentativo della conducente di dileguarsi dopo una sosta in tabaccheria ha spinto i militari a bloccare il mezzo per un accertamento. La situazione è degenerata rapidamente quando i fermati hanno iniziato a inveire contro le forze dell’ordine. In pochi istanti, circa quaranta attivisti provenienti dal vicino Centro Sociale Pedro sono accorsi sul posto, circondando fisicamente i Carabinieri per ostacolare le operazioni e permettere ai sospettati di fuggire. La tensione è rimasta altissima fino all’arrivo dei rinforzi di Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Locale, che hanno permesso di riportare la calma non senza difficoltà. Al termine degli scontri, quattro giovani tra i 21 e i 30 anni sono finiti in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e lesioni personali. Oltre ai sette carabinieri rimasti feriti, i controlli hanno portato al sequestro di droga per uso personale e di un martello da carpentiere trovato nello zaino di un altro presente. La ragazza alla guida è stata inoltre denunciata per aver violato il foglio di via che le vietava il ritorno nel comune di Padova fino al 2028. Per la Segreteria Provinciale del SIM Carabinieri di Padova l’aggressione ai colleghi è un punto di non ritorno che non può essere considerato un semplice incidente di percorso. Il SIM Carabinieri, nell’esprimere solidarietà ai colleghi feriti, denuncia un clima di odio insostenibile in cui il controllo del territorio viene vissuto come una provocazione, trasformando il dovere istituzionale in una trappola. Vedere sette militari in ospedale è una ferita per l’intera comunità padovana, poiché non è accettabile che esistano zone della città in cui le Forze dell’Ordine operino sotto la minaccia del linciaggio. Infine, il SIM Carabinieri Padova ha respinto con forza ogni tentativo di manipolazione della realtà volto a trasformare gli aggressori in vittime attraverso accuse di presunti abusi. Al contrario, è stata lodata la professionalità e il sangue freddo mantenuto dai militari e dalla Centrale Operativa nonostante la violenza subita, ribadendo che la dignità della divisa resta un pilastro fondamentale della democrazia.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA PROVINCIALE PADOVA
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