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Sicurezza Pubblica: SIM Carabinieri chiede un Tavolo Tecnico Interistituzionale per l’aggiornamento della Legge 121/1981
Roma. Il SIM Carabinieri ha formalmente trasmesso una nota ufficiale al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, e al Ministro dell’Interno, Pref. Matteo Piantedosi, e, per conoscenza, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo. Al centro dell’iniziativa vi è la richiesta di istituire un Tavolo tecnico interistituzionale volto a valutare un necessario aggiornamento dell’assetto ordinamentale della sicurezza pubblica, a quarantacinque anni dall’introduzione della Legge 1° aprile 1981, n. 121. L’iniziativa del SIM Carabinieri non nasce da intenti polemici o rivendicazioni di parte, bensì dalla ferma convinzione che le grandi riforme si difendano adeguandole all’esperienza maturata e alla crescente complessità dei tempi. La Legge 121/1981 ha segnato una svolta storica consolidando la direzione civile della sicurezza pubblica, un patrimonio ordinamentale che il sindacato militare intende preservare e non indebolire. Tuttavia, l’attuale modello organizzativo evidenzia profili di asimmetria e antinomie normative che meritano una riflessione serena e approfondita. Oggi la figura del Questore cumula la funzione di Autorità provinciale di P.S., la direzione tecnico-operativa dei servizi e il vertice provinciale di una singola Forza di polizia (la Polizia di Stato). Il SIM Carabinieri si interroga sulla possibilità di evolvere verso un’Autorità tecnica di coordinamento maggiormente autonoma e neutrale, che rifletta la natura plurale del nostro sistema di sicurezza, senza che ciò intacchi la direzione civile e la responsabilità del Prefetto e del Ministro dell’Interno. La Legge 121/1981 attribuisce poteri di coordinamento tecnico al Capo della Polizia – Direttore Generale della P.S.. Questa architettura entra però in evidente contrasto con la successiva riforma dell’Arma dei Carabinieri (D.Lgs. 297/2000, oggi art. 162 del Codice dell’ordinamento militare), la quale sancisce che il Comandante Generale dell’Arma dipende funzionalmente direttamente ed esclusivamente dal Ministro dell’Interno per i compiti di ordine e sicurezza pubblica. In base ai criteri interpretativi delle Preleggi, la norma successiva deroga quella anteriore, creando un disallineamento normativo che richiede una definitiva armonizzazione. Il SIM Carabinieri sottolinea come l’Arma dei Carabinieri, con la sua capillarità e la sua duplice natura di Forza armata e Forza di polizia a competenza generale, sia una componente essenziale e quotidiana del sistema. Evidenziare l’attuale asimmetria non significa mettere in discussione il ruolo e la professionalità della Polizia di Stato, ma ricercare un modello di coordinamento ancora più neutrale, equilibrato e aderente alla pluralità delle istituzioni che concorrono al medesimo fine. Da qui la proposta di istituire un Tavolo tecnico interistituzionale che veda coinvolti i Ministeri dell’Interno e della Difesa, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, le altre amministrazioni interessate e il mondo accademico. L’obiettivo è perfezionare il modello attuale, fermi restando la centralità dell’Autorità civile e i pesi costituzionali, completando il percorso evolutivo di una legge che non può essere considerata un dogma immutabile. “Le Istituzioni dimostrano la propria forza quando sanno custodire la tradizione senza trasformarla in immobilismo“, sottolinea il Segretario Generale Antonio Serpi. Il SIM Carabinieri si dichiara pronto a offrire ogni contributo tecnico e documentale per avviare questo confronto nelle sedi competenti.
In allegato al presente comunicato viene resa disponibile la lettera integrale trasmessa alle Autorità.
SIM Carabinieri – Segreteria Generale
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