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SIM CARABINIERI: AL VIA IL PRIMO SONDAGGIO DIGITALE SUI SOCIAL PER IL RINNOVO CONTRATTUALE. LA PAROLA PASSA AGLI ISCRITTI: “FIRMARE O NON FIRMARE?”
Roma. Fai sentire il tuo parere FIRMARE O NON FIRMARE il contratto? Il SIM Carabinieri, primo sindacato per nascita nella storia dell’Arma, introduce per la prima volta un concetto innovativo di democrazia partecipativa e diretta nel mondo militare. Nei prossimi giorni, sulle principali piattaforme social ufficiali dell’associazione e sul sito ufficiale www.simcarabinieri.com prenderà il via un sondaggio digitale aperto a tutti gli iscritti per decidere la linea da tenere sul rinnovo contrattuale. Si tratta di una svolta radicale, i carabinieri non saranno più spettatori passivi, ma protagonisti assoluti. Il voto espresso sui canali social dai lavoratori dell’Arma, che rimarrà assolutamente anonimo, vincolerà la strategia e le scelte della Segreteria Nazionale al tavolo delle trattative, lanciando un segnale di straordinaria modernità al Governo e ai vertici istituzionali.
Care colleghe e cari colleghi, firmare o non firmare il contratto è oggi il nodo centrale del confronto e della nostra responsabilità sindacale. Prima di assumere qualsiasi decisione, vogliamo condividere con voi il quadro della situazione e raccogliere il vostro orientamento. Se il contratto non dovesse essere sottoscritto, gli incrementi economici rischierebbero concretamente di slittare alla fine del prossimo anno, con il conseguente rinvio degli adeguamenti stipendiali e del pagamento degli arretrati maturati. Al contrario, la sottoscrizione consentirebbe di garantire immediatamente un incremento economico netto — la proposta della Funzione Pubblica, seppur insufficiente, è solo lievemente inferiore rispetto al precedente rinnovo in relazione al parametro — oltre alla corresponsione delle somme arretrate spettanti al personale. È doveroso ricordare che, nel corso dell’ultimo rinnovo contrattuale, il Governo aveva assunto impegni precisi, assicurando maggiori risorse economiche anche in previsione dell’uscita dell’Italia dalla cosiddetta “procedura di infrazione” europea sui conti pubblici. La realtà, però, è ben diversa: l’Italia non è ancora uscita dalla procedura per deficit eccessivo aperta dall’Unione Europea nel luglio 2024, a seguito dell’aumento del deficit pubblico registrato nel 2023. Una situazione che oggi viene nuovamente utilizzata come giustificazione per limitare le risorse destinate al Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. Ancora una volta, a pagare il prezzo delle crisi economiche e delle scelte politiche è il personale in uniforme. Prima il blocco stipendiale, poi l’emergenza COVID, successivamente la guerra in Ucraina, le tensioni internazionali, la crisi energetica, le ripercussioni sui traffici commerciali e sullo Stretto di Hormuz: ogni emergenza diventa puntualmente il motivo per sacrificare i diritti economici e professionali delle donne e degli uomini del nostro comparto. A questo si aggiunge il nulla di fatto sulla previdenza dedicata, che potrebbe invece essere lo strumento decisivo per sbloccare il confronto. Non siamo soddisfatti e non intendiamo nasconderlo. Un eventuale accordo non sarebbe accompagnato da alcun entusiasmo né da un giudizio positivo sulle risorse stanziate, che continuiamo a ritenere insufficienti rispetto ai sacrifici, ai carichi di lavoro e alle responsabilità quotidianamente sostenute dal personale. Tuttavia, riteniamo altrettanto evidente che le risorse oggi disponibili debbano finire nelle tasche dei lavoratori e non restare nelle casse dello Stato.
Rimane aperta una valutazione strategica e sindacale:
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Opzione A: Rinviare il confronto alla prossima legge di bilancio, nella speranza di ulteriori stanziamenti.
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Opzione B: Firmare ora e pretendere sin da subito un preciso e formale impegno politico-istituzionale volto a reperire nuove risorse per la specificità del settore, procedendo quindi alla sottoscrizione del contratto e all’immediata erogazione dei benefici economici previsti.
La tua voce conta. Riteniamo indispensabile conoscere il tuo parere e il tuo orientamento, affinché ogni decisione sia sostenuta dal più ampio coinvolgimento della base e dalla volontà reale del personale che quotidianamente rappresentiamo.
PARTECIPA AL SONDAGGIO (ANONIMO), A BREVE SUI NOSTRI CANALI
SIM CARABINIERI
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