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SIM CARABINIERI CONTRO GLI ATTACCHI DI FRANCESCA ALBANESE ALLE FORZE DELL’ORDINE: IL GRATUITO DISPREZZO MANIFESTATO VERSO GLI UOMINI IN DIVISA È IL VERO FASCISMO.

Ufficio Stampa

2 Ottobre 2025

Roma. SIM Carabinieri, a nome del proprio Segretario Generale Antonio Serpi, scende in campo a tutela della dignità personale e professionale di ogni suo iscritto e più in generale di ogni componente dell’Arma dei Carabinieri e delle forze di polizia. Le accuse di comportamenti fascisti ingiustamente manifestate dalla signora  Albanese nel corso del suo incontro presso il Palazzo di Giustizia di Milano, rappresentano una vergogna e suscitano una profonda indignazione da parte di tutti gli uomini e le donne in divisa. Si tratta degli stessi uomini e donne che in questi giorni con sacrificio e a rischio della propria incolumità stanno tutelando da una parte il diritto di manifestare (anche della stessa dott. essa Albanese) e dall’altra il diritto di tutti i cittadini di non subire alcun pregiudizio rispetto a tali manifestazioni. Chi ritiene, con l’arroganza e la patente morale di una propria dittatoriale ragione, di poter imporre a tutti la propria opinione anche attraverso forme violente di manifestazioni del proprio pensiero, dietro magari la celata convinzione di dover “educare” chiunque non la pensi come lui, non fa altro che vestire i panni del “vero” fascista che, a parole, riferisce di voler combattere. Le forze dell’ordine, oltre a garantire la libertà di manifestazione del pensiero anche attraverso incontri di piazza e cortei, hanno anche il dovere di proteggere i cittadini che non intendono manifestare o che hanno opinioni contrarie a quelli che stanno manifestando, di evitare la distruzione delle vetrine di persone che ogni mattina aprono la serranda del proprio negozio per guadagnarsi da vivere, di garantire a chiunque prende un mezzo pubblico di poterlo fare senza avere città interamente “paralizzare”, di chiunque voglia frequentare una lezione ed usufruire del diritto costituzionalmente garantito allo studio di non vedere forzatamente interrotta la propria lezione, di chiunque completamente disinteressato a qualsiasi argomento voglia semplicemente utilizzare una pubblica strada per tornare a casa dopo una giornata di lavoro senza dover essere violentemente bloccato con la forza da parte di chi paralizza un’intera città. Anche queste sono forme di pericoloso fascismo. E di certo non smettono di esserlo sulla base delle ragioni che si intendono far valere, esattamente come le peggiori dittature insegnano. Questi sono i doveri delle forze dell’ordine. E chi esercita questi doveri è espressione e “servitore” delle istituzioni e dello Stato di Diritto. Chi invece pubblicamente stigmatizza l’operato di questi “servitori” e gratuitamente li accusa addirittura di comportamenti fascisti, oltre a fomentare le masse in un clima di odio ormai insopportabile ( tra l’altro asseritamente dicendo di vestire i panni del pacifista), non fa altro che offendere il valore e l’onore delle Forze Armate e delle istituzioni. È per questa ragione che il SIM Carabinieri ritiene doveroso che l’Autorità giudiziaria debba essere interessata per le valutazioni di competenza in ordine al reato di vilipendio di cui all’articolo 290 del Codice Penale in ordine alle aberranti e pubbliche dichiarazioni della signora Francesca Albanese.

SIM Carabinieri Segreteria Generale

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