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SIM Carabinieri: “Due anni di mandato al Vice Comandante: scelta di efficienza e continuità per il futuro dell’Arma”
Roma. In merito alle recenti discussioni riguardanti la norma del DDL Sicurezza che prevede l’estensione a due anni del mandato a decorrere dal prossimo Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il SIM Carabinieri intende offrire una lettura lucida e pragmatica, lontana da populismi e orientata esclusivamente al bene dell’Istituzione e di conseguenza dei colleghi. Il SIM Carabinieri ritiene che la durata biennale dell’incarico non sia un “premio”, bensì una necessità strategica. Il Vice Comandante Generale non ricopre un ruolo meramente onorifico, ma presiede settori vitali per la modernizzazione dell’Arma. Sotto la sua diretta responsabilità ricade, tra gli altri, il Dipartimento Audit e Innovazione del Comando Generale: una struttura che gestisce aree di miglioramento per progetti tecnologici e infrastrutturali complessi. Un mandato di soli dodici mesi ha spesso condannato tali iniziative a rimanere “sulla carta”, a causa dell’inevitabile avvicendamento che ne frammenta la direzione. Due anni rappresentano il tempo minimo necessario per tradurre le pianificazioni in risultati concreti a beneficio di tutti i Carabinieri. Il ruolo del Vice Comandante è centrale nelle relazioni internazionali e nei rapporti con i Gendarmerie mondiali. Garantire una stabilità biennale permette all’Arma di mantenere una linea di interlocuzione costante e autorevole con i partner esteri, consolidando il prestigio dell’Istituzione nei contesti di cooperazione globale. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’estensione del mandato genera un risparmio per le casse dello Stato. Evitare l’avvicendamento annuale significa abbattere i costi legati alle indennità di trasferimento e agli oneri accessori connessi al cambio di vertice (come l’indennità per oneri di servizio fuori sede o analoghi emolumenti legati alla missione). “Il SIM Carabinieri non guarda alle poltrone, ma ai processi” – dichiara la Segreteria Nazionale. “Analizzando i fatti con rigore, la proroga garantisce quella stabilità decisionale che è mancata in passato. Un Vice Comandante che ha il tempo di operare è un valore aggiunto per l’intera scala gerarchica, base compresa. Non si tratta di un favore alla casta, ma di una riforma che allinea l’Arma agli standard delle grandi organizzazioni moderne, dove la continuità è sinonimo di efficienza. La nostra attenzione resta massima sul rinnovo contrattuale e sulle dotazioni della base, ma non per questo dobbiamo osteggiare riforme che migliorano la funzionalità del vertice.” Il SIM Carabinieri auspica che il dibattito interno rimanga confinato su binari di analisi tecnica, evitando contrapposizioni demagogiche che rischiano solo di ledere l’immagine dell’Arma agli occhi dei cittadini.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA NAZIONALE
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