8 Dicembre 2025
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SIM Carabinieri: erogazione TFS/TFR dei dipendenti pubblici

Roma. L’anticipo della liquidazione previsto dalla Legge di Bilancio 2026 comporterà paradossalmente una perdita economica per i lavoratori del comparto pubblico. La Manovra 2026 che si appresta alla sua definitiva approvazione, introduce una modifica nei tempi di erogazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS/TFR) per il personale pubblico che cessa l’attività per raggiunti limiti di età o di servizio. L’articolo 44 del Disegno di Legge di Bilancio, infatti, stabilisce che la prima rata del TFS/TFR dovrà essere corrisposta dopo << nove mesi >> dalla cessazione del rapporto di lavoro, riducendo quindi di soli tre mesi l’attuale periodo di differimento.  Questa scelta, che potrebbe sembrare ad un primo esame alquanto vantaggiosa, produce tuttavia un effetto inatteso e penalizzante in quanto, il predetto anticipo, impedisce ai lavoratori di accedere alla detassazione dell’1,5% prevista dall’articolo 24 del decreto-legge n. 4/2019 per le liquidazioni effettuate oltre il dodicesimo mese. Ricordiamo che tale agevolazione fiscale fu introdotta come misura parziale di compensazione per i lunghi tempi di attesa del TFS/TFR e, pertanto, essa verrebbe eliminata con questa modifica comportando, secondo le nostre stime, una perdita economica compresa tra 500/700 euro, entro il limite di 50.000 euro previsto dalla normativa.  È quantomeno ragionevole pensare che la norma contenuta in legge di Bilancio sia nata come risposta alla sentenza n. 130/2023 della Corte Costituzionale, che ha sollecitato il legislatore a intervenire sulla disciplina del TFS/TFR ritenendola irragionevole e potenzialmente lesiva dei principi di uguaglianza ed adeguatezza della retribuzione e tutela del lavoratore in quiescenza. Tuttavia, l’intervento adottato, non solo risolverebbe solo in minima parte il problema del differimento del pagamento ma, nel contempo, ne creerebbe un altro ben più grave a carico dei dipendenti pubblici prossimi al pensionamento.  Conseguentemente, questa APCSM, chiede che, al fine di dare una reale attuazione alla sentenza 130/2023 della Corte Costituzionale, il termine massimo e non derogabile entro il quale dovrà essere corrisposta la prima rata del TFS/TFR dovrà essere di << tre mesi >> e non oltre, termine dal quale decorrerà il pagamento delle rate ulteriori.

SIM Carabinieri – Dipartimento TSP

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