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SIM Carabinieri informa sulla sentenza della Corte dei Conti in merito ai riscatti INPS: opportunità o Illusione?

Ufficio Stampa

23 Marzo 2026

TPS 2

Roma.  A seguito della recente sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti (n. 8/2025/QM/SEZ), l’INPS ha aggiornato i criteri per il riscatto dei periodi di servizio ai fini pensionistici, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del D.Lgs. 165/1997. Sebbene la notizia possa sembrare una svolta epocale per il personale in divisa, un’analisi tecnica rivela che i benefici economici reali potrebbero essere molto inferiori alle aspettative. Cosa cambia con la sentenza?  In passato, l’INPS bloccava ogni domanda di riscatto se il militare aveva già maturato 5 anni di maggiorazioni (per imbarchi, servizi di confine o altro). La nuova sentenza introduce un criterio cronologico: è ora possibile riscattare periodi di servizio (come il corso allievo) anche se i 5 anni di maggiorazione sono stati già raggiunti, a patto che questi siano stati maturati in un momento successivo rispetto al periodo che si intende riscattare. Chi può davvero beneficiarne? Il vantaggio riguarda quasi esclusivamente coloro che hanno svolto il periodo di allievo prima del 31/12/1992. L’obiettivo è incrementare l’anzianità contributiva nel sistema retributivo per alzare la quota di pensione. L‘analisi dei costi-benefici: ne vale la pena?  Nonostante l’apertura normativa, i numeri parlano chiaro: l’incremento sulla pensione netta mensile è spesso irrisorio.
Esempio Pratico 1: Un Appuntato Scelto arruolato il 16/10/1986 con una pensione netta stimata di 2.235 €. Riscattando l’intero anno da allievo (maggiorazione di 2 mesi e 12 giorni), la pensione salirebbe a 2.244 €.
• Guadagno netto: +9 € al mese.
• Costo del riscatto: circa 250-600 €.
• Tempo di recupero investimento: circa 3 anni.
Esempio Pratico 2: Riscattando solo 6 mesi di corso allievo, l’aumento scende a soli 5 € netti mensili.

È fondamentale che il personale interessato valuti con estrema cautela l’adesione a questa facoltà. La convenienza economica è minima e, nella maggior parte dei casi, questo riscatto NON permette il transito dal sistema contributivo/misto al sistema retributivo, che è l’unico vero salto di qualità per il trattamento pensionistico. Senza il passaggio di sistema, ci troviamo di fronte a un mero “ritocco” dell’assegno che, a fronte di un costo immediato per il riscatto, richiede anni solo per rientrare della spesa sostenuta. In conclusione: la sentenza corregge un’ingiustizia formale, ma non si traduce in un tesoretto per i pensionandi. Prima di procedere, invitiamo tutti gli iscritti, 5 mesi prima della data di cessazione dal servizio, a richiedere una simulazione precisa per evitare di investire capitali, seppur contenuti, in cambio di pochi euro di aumento mensile.

SIM Carabinieri Dipartimento Trattamento Stipendiale e Pensionistico

 

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