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SIM Carabinieri: proposta di legge per fermare le iscrizioni nel registro degli indagati degli operatori delle Forze dell’Ordine per fatti commessi nell’adempimento del dovere
Roma. Nei prossimi giorni il SIM Carabinieri, presenterà presso il Ministero della Giustizia una proposta di legge elaborata dal proprio Dipartimento Affari Giuridici avente ad oggetto una necessaria modifica dell’art. 335 codice di procedura penale e mettere fine ai cosiddetti “atti dovuti” a carico di operatori delle forze dell’ordine colpevoli, esclusivamente, di aver adempiuto al proprio dovere. Le ultime vicende avvenute a Reggio Emilia e connesse alle iscrizioni ai danni degli operatori in divisa e relative all’uso del taser rendono tangibile l’urgenza di un tale mirato intervento da parte del Legislatore. <<E’ ora di dire basta alle condanne anticipate e di piazza ai danni degli uomini e delle donne in divisa e SIM Carabinieri intende farlo concretamente con una precisa e complessa proposta di riforma del codice di procedura penale>> sono le parole di Antonio SERPI, Segretario Generale dell’associazione. Non si tratta di garantire un “ingiusto vantaggio” al personale delle forze di polizia bensì di estendere una disciplina tuttora già prevista dall’art. 385 cpp in fase di arresto in flagranza e fermo (dove il Legislatore vieta di procedere all’arresto sin da subito nei casi in cui “appare” che il fatto sia stato commesso nell’adempimento di un dovere). La richiesta del SIM Carabinieri è di consentire al Pubblico Ministero, nei casi in cui vi sia evidenza che il fatto sia stato commesso nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità, di derogare all’obbligo di iscrizione immediata nel registro degli indagati, concedendo allo stesso un termine di 90 giorni (prorogabile di ulteriori 90 nei casi di particolare complessità) per la verifica della sussistenza delle predette circostanze. Attraverso l’istituzione di un nuovo ed apposito registro inerente alle “persone a cui sono attribuiti fatti non punibili”, in tali situazioni ed anche attraverso ulteriori modifiche normative formulate dal SIM Carabinieri, si impedirebbe da una parte la “gogna mediatica” e le strumentalizzazioni dell’iscrizione ai danni dell’operatore in divisa e dall’altra la possibilità, in tale nuova veste processuale, di poter comunque garantirsi, nelle fasi di accertamento e senza essere “indagato”, i medesimi diritti e facoltà concessi a quest’ultimo quali il diritto alla difesa tecnica ovvero alla partecipazione ad atti irripetibili. Quella predisposta dal nostro Dipartimento Affari Giuridici è senza dubbio una proposta articolata e concreta che al di là sterili interventi ed inutili parole, si prefigge l’obiettivo nella realtà quotidiana di ogni Carabiniere, di garantire sicurezza e dignità ad ogni singolo uomo e donna in divisa nell’espletamento del servizio istituzionale. #maipiu’soli
In allegato la scheda di sintesi che a breve verrà depositata presso gli organi competenti.
SIM Carabinieri Dipartimento Affari Giuridici
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