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STAZIONI SOMMERSE DA PRATICHE: COSI’ LA BUROCRAZIA CANCELLA LA SICUREZZA
Roma. Il SIM Carabinieri accoglie con favore e piena condivisione il richiamo del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, volto a rafforzare il controllo del territorio e a valorizzare la presenza dei Carabinieri tra la gente, nei luoghi dove si costruisce ogni giorno sicurezza reale, prossimità e fiducia nelle Istituzioni. È una linea che sentiamo nostra. La missione del Carabiniere, e in particolare delle Stazioni, è sempre stata quella di essere presidio vivo dello Stato: ascoltare i cittadini, conoscere il territorio, prevenire i fenomeni criminali, raccogliere segnali, intervenire con tempestività e rappresentare un punto di riferimento costante per le comunità. Tuttavia, proprio perché condividiamo profondamente questo indirizzo, riteniamo doveroso rappresentare una criticità che emerge con forza dai territori: molti Comandanti di Stazione riferiscono di essere ormai assorbiti da un carico burocratico e amministrativo che rischia di allontanarli dalla loro funzione primaria. Oggi un Comandante di Stazione, anche per una semplice esigenza logistica come la sostituzione di una porta, la riparazione di un cancello o la sistemazione di una criticità infrastrutturale, si trova spesso costretto a seguire richieste, relazioni, preventivi, solleciti, carteggi e interlocuzioni che sottraggono tempo prezioso al coordinamento dei servizi esterni e alla presenza sul territorio. A ciò si aggiungono periodici, prospetti, dati statistici e richieste ricorrenti che, in molti casi, potrebbero essere rilevati direttamente dai Comandi superiori attraverso gli strumenti informatici già disponibili. Ancora più preoccupante è la disomogeneità nazionale: ciò che viene richiesto in una provincia spesso non viene richiesto in un’altra, generando prassi differenti, duplicazioni e un carico di lavoro non uniforme tra reparti che appartengono alla stessa Arma. Signor Comandante Generale, con spirito leale e costruttivo, ci permettiamo di evidenziare che la Sua linea di scioltezza, semplificazione e sburocratizzazione è chiara, forte e condivisibile, ma purtroppo non sempre arriva con la stessa efficacia fino alle Stazioni. Per questo il SIM Carabinieri ritiene necessario avviare una verifica concreta del carico burocratico che grava sui Comandi Stazione: periodici, tabelle, dati statistici, adempimenti logistici e richieste ricorrenti. Da tale verifica emergerebbe, ne siamo convinti, una disomogeneità significativa sul territorio nazionale e la necessità di un intervento organizzativo deciso. Una prima soluzione sarebbe valorizzare pienamente il memoriale informatizzato A15 e gli altri strumenti digitali dell’Arma, affinché i dati già inseriti nei sistemi possano essere rilevati automaticamente dai livelli superiori, evitando continue richieste ridondanti alle Stazioni. Il principio dovrebbe essere semplice: ciò che è già presente nei sistemi informatici non deve essere richiesto nuovamente ai reparti territoriali. Un secondo intervento fondamentale riguarda il rafforzamento delle articolazioni logistiche e amministrative dei Comandi Provinciali. Occorrono uffici realmente strutturati, con personale formato e numericamente adeguato, capaci di prendere in carico le pratiche infrastrutturali e manutentive dalla segnalazione fino alla conclusione dell’intervento. La Stazione dovrebbe limitarsi a segnalare la criticità. Da quel momento, l’ufficio logistico competente dovrebbe occuparsi di preventivi, sopralluoghi, rapporti con ditte ed enti, monitoraggio dei lavori e chiusura della pratica, senza scaricare sul Comandante di Stazione l’intero peso procedurale. È necessario, inoltre, sburocratizzare le sedi dove insistono più reparti nello stesso stabile. In molte realtà convivono Comando Provinciale, Compagnia, Stazione, Nucleo Radiomobile, Sezione Operativa e altri uffici. Eppure, troppo spesso, ciascun reparto continua a gestire singolarmente pratiche analoghe: vestiario, logistica, infrastrutture, richieste amministrative, materiali e problematiche di sede. Questo sistema disperde energie, duplica adempimenti e sottrae personale all’attività operativa. Le pratiche logistico-amministrative comuni dovrebbero invece essere accentrate presso il Comando sovraordinato o presso un ufficio unico di sede, con personale specializzato, formato e dedicato. Il SIM Carabinieri ritiene che la vera sfida sia superare il modello in cui “tutti fanno tutto”. La burocrazia logistico-amministrativa deve essere gestita da uffici competenti e strutturati; le Stazioni, i Radiomobili, le Sezioni Operative e i reparti investigativi devono poter concentrare le proprie energie sui compiti istituzionali: controllo del territorio, prevenzione, intervento, indagine e prossimità. Questa sarebbe una vera rivoluzione organizzativa: meno duplicazioni, meno richieste inutili, maggiore uniformità nazionale, più digitalizzazione, più personale disponibile per i servizi esterni. Il richiamo del Comandante Generale Luongo indica una direzione giusta: più Carabinieri fuori dagli uffici, più presenza tra la gente, più capacità di ascolto e più controllo del territorio. Ma per realizzare pienamente questo obiettivo occorre liberare le Stazioni da un peso burocratico che, oggi, rischia di frenare proprio quella spinta operativa che il vertice dell’Arma intende rilanciare. Il SIM Carabinieri è pronto a offrire il proprio contributo, con senso di responsabilità e spirito costruttivo, raccogliendo le segnalazioni dai territori e proponendo soluzioni concrete, uniformi e applicabili.
Perché il Carabiniere deve tornare sempre più a fare il Carabiniere.
E la Stazione deve tornare a essere, prima di tutto, presidio di sicurezza, prossimità e legalità al servizio dei cittadini.
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