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Svolta nel cold case delle missionarie sgozzate in Burundi: Carabinieri operano un arresto a Parma
Parma. A distanza di oltre dieci anni dal brutale eccidio che sconvolse l’Italia e la comunità missionaria internazionale, l’inchiesta sull’assassinio di suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e suor Bernardetta Boggian ha segnato oggi una svolta decisiva. I Carabinieri del Comando Provinciale di Parma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Guillaume Harushimana, 50enne burundese residente da tempo a Parma, gravemente indiziato di aver pianificato e agevolato il massacro delle tre religiose saveriane, avvenuto tra il 7 e l’8 settembre 2014 a Bujumbura. Le indagini, coordinate dalla Procura di Parma sotto la direzione di Alfonso D’Avino, hanno permesso di squarciare il velo di omertà e depistaggi che per anni ha protetto i responsabili in Burundi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il triplice omicidio sarebbe maturato nei vertici della polizia segreta burundese, con il coinvolgimento del generale Adolphe Nshimirimana come mandante. In questo scacchiere di terrore, Harushimana avrebbe ricoperto il ruolo di referente logistico e organizzatore, fornendo agli esecutori materiali le chiavi della missione e le divise da poliziotti utilizzate per la fuga dopo la decapitazione dell’ultima vittima, suor Bernardetta. Un delitto atroce, i cui moventi spaziano dal rifiuto delle suore di piegarsi a richieste delle milizie, a interessi economici legati alla gestione di fondi locali, fino a inquietanti rituali di tipo esoterico. La riapertura del caso nell’autunno del 2024, stimolata anche da un’importante inchiesta giornalistica, ha visto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma impegnati in un lavoro certosino di raccolta testimonianze, analisi di carteggi riservati e interviste dell’epoca. Un’attività complessa che ha saputo collegare i fili di una vicenda internazionale apparentemente insolubile, portando all’individuazione del presunto complice sul suolo italiano. Le Segreterie Regionale Emilia Romagna e Provinciale del SIM Carabinieri di Parma esprimono il più vivo plauso e un profondo senso di orgoglio per l’operato dei colleghi del Comando Provinciale. “Questa operazione non è solo un successo di polizia giudiziaria, ma un atto di giustizia dovuto a tre donne che hanno donato la vita per gli ultimi”, dichiarano dalle segreterie. “L’eccezionale capacità investigativa dimostrata, unita alla sensibilità nel trattare un caso così umano e complesso, conferma l’alto profilo professionale dei Carabinieri di Parma, eccellenza nel contrasto al crimine e presidio di verità anche di fronte ai misteri più fitti. Ai colleghi va il nostro totale sostegno e il ringraziamento per aver onorato, ancora una volta, l’uniforme e i valori dell’Arma.”
SIM CARABINIERI SEGRETERIE REGIONALI EMILIA ROMAGNA E PROVINCIALE PARMA
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