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SVOLTA SULL’INDENNITÀ DI TRASFERIMENTO: RICONOSCIUTO IL DIRITTO PER IL PERSONALE CHE RIENTRA DALL’ESTERO

Ufficio Stampa

5 Dicembre 2025

Roma. Il SIM Carabinieri accoglie con grande soddisfazione la recente circolare emanata dalla Direzione Generale per il Personale Militare (datata 2 dicembre 2025), che segna un punto di svolta fondamentale nella tutela dei diritti economici e logistici del personale. L’Amministrazione ha finalmente recepito l’orientamento giurisprudenziale consolidato – avallato definitivamente dall’Avvocatura Generale dello Stato – riconoscendo il diritto all’indennità di trasferimento per i militari che, al termine del servizio all’estero, vengono assegnati a una sede di servizio in Patria diversa da quella di provenienza. Fino ad oggi, l’Amministrazione aveva spesso negato tale beneficio basandosi sull’abrogazione del comma 4 dell’art. 1 della Legge 86/2001. Tuttavia, la nuova direttiva chiarisce che tale abrogazione non ha eliminato il diritto, ma ha semplicemente rimosso una norma speciale, facendo “riespandere” il regime ordinario del trasferimento d’autorità. Secondo le nuove coordinate applicative, il diritto all’indennità scatta quando si verificano le seguenti condizioni (ex art. 1, comma 1, L. 86/2001): il militare rientra in Italia dopo una missione estera, l’Amministrazione dispone il trasferimento d’autorità presso una sede diversa dalla precedente e la nuova sede è ubicata in un altro Comune ed è distante più di 10 chilometri dalla precedente. Un aspetto cruciale della circolare, che il SIM Carabinieri sottolinea positivamente, è l’indicazione data dall’Avvocatura dello Stato di “non insistere ulteriormente nel negare l’indennità” e di “allinearsi alla giurisprudenza favorevole”. Questo approccio mette fine a una stagione di numerosi contenziosi che hanno gravato sul personale e, in caso di soccombenza, sulle casse dell’Amministrazione per le spese di lite.  Questo chiarimento, atteso da anni, supera una prassi amministrativa ormai obsoleta e ristabilisce un principio di equità. Riconoscere gli oneri economici, logistici e familiari che derivano da un trasferimento non volontario dopo un impiego fuori area non è un privilegio, ma un atto dovuto. Il SIM Carabinieri continuerà a vigilare affinché le indicazioni contenute nella circolare vengano applicate tempestivamente da tutti i Comandi, garantendo che ogni collega ottenga quanto gli spetta senza dover ricorrere alle vie legali. Un risultato importante, frutto dell’impegno costante del Sindacato nelle sedi istituzionali per la tutela del benessere del personale e delle loro famiglie.

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