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Trattativa contrattuale, tra slogan dagli spalti e la realtà del campo: il 60% degli scritti ha votato per la firma

Ufficio Stampa

29 Maggio 2026

Roma. (TABELLE AUMENTI ALLEGATE). Il dibattito sviluppatosi attorno al rinnovo contrattuale ha evidenziato una criticità che il personale del Comparto Sicurezza e Difesa conosce bene da anni: il problema non riguarda soltanto l’entità delle risorse stanziate, ma il modello stesso della contrattazione.  Per questo il SIM Carabinieri chiederà formalmente al Governo l’apertura di un confronto finalizzato a separare la contrattazione del trattamento economico fondamentale da quella del trattamento economico accessorio.  Prima della riforma introdotta dal d.lgs. 150/2009, il sistema contrattuale del pubblico impiego prevedeva una distinzione tra quadriennio normativo e biennio economico. Tale modello consentiva confronti più frequenti sulle risorse economiche e sugli istituti accessori.  Con la riforma del 2009 si è passati al contratto unico triennale, in un contesto caratterizzato da esigenze di contenimento della spesa pubblica e maggiore controllo finanziario.  Dopo oltre quindici anni, tuttavia, è evidente come le risorse disponibili vengano assorbite quasi integralmente dalla necessità di recuperare il potere d’acquisto dello stipendio tabellare, lasciando sistematicamente indietro le indennità operative.  Parliamo delle indennità che remunerano il lavoro notturno, festivo, l’ordine pubblico, i servizi esterni, il controllo del territorio, la reperibilità, la turnazione e gli impieghi operativi.  In molti casi si tratta di importi sostanzialmente invariati da oltre vent’anni o cresciuti in misura largamente insufficiente rispetto all’inflazione e all’aumento del costo della vita. È inaccettabile che nel 2026 un Carabiniere continui a vedere riconosciuti compensi costruiti su parametri economici dei primi anni Duemila mentre responsabilità, rischi operativi e carichi di lavoro sono aumentati in modo significativo. Per questo il SIM Carabinieri propone di distinguere la contrattazione delle voci stipendiali da quella delle indennità operative, consentendo aggiornamenti più frequenti delle componenti accessorie che remunerano il disagio e la peculiarità del servizio. Sul rinnovo contrattuale abbiamo inoltre scelto di ascoltare gli iscritti. Il 60% si è espresso a favore della firma immediata per ottenere aumenti e arretrati; il 40% ha preferito il rinvio nella speranza di ulteriori stanziamenti.  Noi crediamo che un sindacato debba rappresentare i colleghi, non sostituirsi a loro. La partecipazione non è una fuga dalle responsabilità: è il fondamento stesso della rappresentanza.  Il tempo delle soluzioni tampone è finito. Serve una riforma strutturale che restituisca dignità economica alle peculiarità operative del personale e valorizzi concretamente chi garantisce ogni giorno la sicurezza del Paese. Il SIM Carabinieri “gioca sul campo”. Qualcun altro, invece, continua a fare il “commissario tecnico” dal divano.  È una professione molto diffusa in Italia: dopo le partite della Nazionale, dopo il Festival di Sanremo e, a quanto pare, anche dopo ogni rinnovo contrattuale.  La differenza è che il contratto non lo firma chi commenta. Lo firma chi ha conquistato sul campo il diritto di sedere al tavolo della contrattazione. In ultimo rimandiamo all’allegata tabella le cifre sul rinnovo contrattuale.

tabelle SIM

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