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Tutela delle Istituzioni e ruolo della Polizia Locale: nessuna divisione, un solo fronte a difesa della legalità
Bologna. In merito alle reazioni seguite al nostro precedente comunicato sulla gestione delle tutele e delle scorte nel capoluogo emiliano, la Segreteria del SIM Carabinieri ritiene un dovere istituzionale e morale intervenire per chiarire, senza alcun equivoco, la propria posizione, fugando ogni strumentalizzazione o fraintendimento sorti con i colleghi e le rappresentanze della Polizia Locale. Desideriamo anzitutto ribadire con la massima fermezza la nostra totale e incondizionata solidarietà al Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per le inaccettabili minacce di cui è stato bersaglio. Qualsiasi atto intimidatorio nei confronti delle Istituzioni democratiche e dei loro rappresentanti va condannato con assoluto vigore, ed è fuori da ogni discussione che la tutela della vita e dell’incolumità personale del Primo Cittadino rappresenti un indiscusso dovere dello Stato. Ciò premesso — e senza che nulla venga tolto alla ferma condanna delle minacce — riteniamo doverosa, con spirito costruttivo, una riflessione: nei momenti di forte tensione anche i toni e le parole di chi riveste un ruolo pubblico meritano ponderazione, nella piena consapevolezza delle conseguenze che possono generare. È, questo, un pensiero che esprimiamo come organizzazione sindacale, a tutela di tutti. Il SIM Carabinieri intende precisare che gli interventi precedenti non avevano e non avranno mai l’obiettivo di svilire il ruolo della Polizia Locale, alla quale vanno il nostro più profondo rispetto e un sincero senso di fratellanza professionale. Conosciamo bene le difficoltà e i rischi quotidiani — troppo spesso minimizzati — che le donne e gli uomini della Polizia Locale affrontano in strada, spesso fianco a fianco con l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, in condizioni logistiche e operative tutt’altro che invidiabili. “Non siamo affatto contrari all’equiparazione delle Polizie Locali alle Forze di Polizia statali: sosteniamo con fermezza il riconoscimento formale previsto dalla Legge 121/1981 e le tutele che spettano a chiunque rischi la vita in divisa.” Ipotizzare o proporre un maggiore e più diretto coinvolgimento della Polizia Locale nella tutela del proprio Capo dell’Amministrazione non significa affatto considerarla una forza di “serie B” o da “usare a comodo”. Al contrario: riteniamo che la Polizia Locale possieda professionalità, competenza e dignità istituzionale tali da poter svolgere ruoli di primissimo piano, contribuendo così ad alleggerire il carico operativo delle altre Forze di Polizia e vedendo finalmente riconosciuto il proprio apporto. Tuttavia, affinché ciò avvenga in totale sicurezza ed efficacia, è indispensabile procedere senza ulteriori indugi alla riforma della Legge 121/1981 e all’equiparazione formale e sostanziale della Polizia Locale alle Forze di Polizia dello Stato. Il riconoscimento pieno e la dovuta equiparazione normativa, previdenziale e di garanzie operative non farebbero altro che rafforzare ulteriormente la rete di controllo, presidio e difesa del territorio, fornendo agli operatori di Polizia Locale le dovute garanzie istituzionali, di causa di servizio e di tutela che oggi vengono loro colpevolmente negate da una burocrazia immobile. Non c’è spazio per logiche divisive né per guerre tra poveri: chi indossa un’uniforme — che sia la livrea della Polizia Locale, la divisa dell’Arma o quella della Polizia di Stato — costituisce un unico fronte a presidio della legalità e un identico “bersaglio mobile” per i criminali. Il clima d’odio sui social e le minacce verso gli operatori impegnati in delicati interventi di servizio riguardano tutti noi, indistintamente. Auspichiamo che questo chiarimento serva a ricompattare le forze di chi si spende ogni giorno per la collettività. Il SIM Carabinieri proseguirà la propria battaglia sindacale affinché tutte le divise abbiano medesima dignità, medesima protezione e medesime tutele concrete da parte dello Stato.
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale
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