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VIOLENZA NELLA MOVIDA A BARLETTA: 11 ARRESTI PER LA RISSA TRA FAZIONI
Barletta. Una vera e propria guerriglia urbana tra due fazioni contrapposte, culminata in tentate rapine e ferimenti, quella che lo scorso marzo aveva sconvolto il cuore della movida barlettana. All’alba di oggi, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Barletta-Andria-Trani e Foggia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura, nei confronti di 11 giovani tra i 23 e i 34 anni. Il provvedimento ha disposto gli arresti domiciliari (con divieto di comunicazione con persone non conviventi) per cinque indagati — tre residenti a Cerignola e due a Barletta — mentre per gli altri sei è scattato l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere. I fatti risalgono alla notte tra l’1 e il 2 marzo 2025, nei pressi del locale “Plaza” in Piazza Marina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, due gruppi composti da giovani locali e soggetti provenienti da Cerignola si sono affrontati dopo deliberate provocazioni. Lo scontro è iniziato con manovre automobilistiche folli: auto di grossa cilindrata lanciate a velocità sostenuta attorno alla rotonda della piazza, sfiorando intenzionalmente i pedoni in un’area densamente affollata. La violenza è poi degenerata: i partecipanti hanno utilizzato pali della segnaletica stradale sradicati come clave, lanciando fioriere e oggetti contundenti contro gli avversari e gli arredi urbani. In questo contesto, un 23enne e un 24enne di Cerignola avrebbero tentato una rapina impropria, colpendo con un pugno al volto un contendente per sottrargli gli occhiali da vista. Molti dei coinvolti hanno riportato traumi cranici e lussazioni, causati anche da investimenti volontari durante la fuga delle auto. Ad incastrare i responsabili è stata una meticolosa analisi tecnica condotta dai Carabinieri. I militari hanno incrociato i filmati della videosorveglianza cittadina con il monitoraggio dei profili social degli indagati. A tradire i giovani sono stati i dettagli: capi d’abbigliamento griffati, orologi di lusso e tatuaggi ostentati nelle foto pubblicate su Instagram e Facebook proprio nelle ore dell’aggressione, che hanno permesso di cristallizzare le responsabilità individuali nonostante il caos della rissa. In merito all’operazione, la segreteria regionale del SIM Carabinieri Puglia esprime profonda soddisfazione per l’esito dell’attività investigativa condotta dai colleghi , sottolineando come l’episodio di Piazza Marina rappresentasse una ferita aperta per la sicurezza percepita dalla cittadinanza. Per il SIM Carabinieri, l’intervento odierno non è solo un atto di giustizia, ma una risposta ferma dello Stato contro il fenomeno della cosiddetta “malamovida”, che troppo spesso trasforma i luoghi di aggregazione in teatri di violenza gratuita. La segreteria regionale evidenzia inoltre la complessità tecnica dell’indagine, plaudendo alla capacità dei militari di adattarsi ai nuovi linguaggi della criminalità giovanile, utilizzando i social network come efficace strumento di riscontro probatorio. Il SIM Carabinieri Puglia rimarca infine come la sinergia tra le stazioni territoriali e i comandi provinciali sia l’unico argine possibile contro il degrado urbano, ribadendo l’impegno costante degli uomini e delle donne dell’Arma nel garantire che il diritto al divertimento dei giovani non venga calpestato da gruppi di soggetti che agiscono con totale spregio per l’incolumità pubblica.
SIM CARABINIERI
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