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SIM Carabinieri, Serpi: «Previdenza dedicata, ora servono risultati. Non faremo sconti a nessuno»
Roma. Alla riunione del 23 settembre il SIM Carabinieri ha chiesto soluzioni pensionistiche adeguate per chi è già in servizio e per le nuove generazioni. Sul tavolo anche la revisione della legge n. 46/2022 e la piena agibilità sindacale. Si è tenuta oggi, presso l’aula Caduti in servizio per la Pace di via Marsala 104 a Roma, la riunione richiesta dall’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Difesa in attuazione degli impegni assunti con il rinnovo contrattuale 2025–2027. Per il SIM Carabinieri hanno partecipato il Segretario Nazionale Carlo Calabrese e il Segretario Generale Nazionale Antonio Serpi. L’incontro ha avviato il confronto sulle questioni previdenziali del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia e sulle proposte di revisione della legge n. 46/2022, che disciplina le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. «La convocazione era attesa. Ora il confronto deve produrre soluzioni, risorse e tempi certi», dichiara Serpi. «Sulla previdenza dedicata il SIM Carabinieri non farà sconti a nessuno. Non basta riconoscere a parole la specificità del nostro lavoro: quella specificità deve trovare riscontro nel trattamento pensionistico dei colleghi». Nel suo intervento, Serpi ha richiamato le particolari condizioni di impiego, i vincoli, le responsabilità e le limitazioni che caratterizzano il servizio. Ha posto l’attenzione sul personale interessato, in tutto o in parte, dal sistema contributivo e sulla necessità di garantire prospettive previdenziali adeguate anche alle nuove generazioni di Carabinieri. «Chi ha servito lo Stato per un’intera vita non può arrivare al congedo con la preoccupazione di non poter mantenere un tenore di vita dignitoso. E chi entra oggi nell’Arma deve sapere che il suo futuro previdenziale viene affrontato adesso, non quando sarà troppo tardi», prosegue il Segretario Generale. Sul fronte della legge n. 46/2022, il SIM ha chiesto una verifica delle norme che regolano le prerogative delle APCSM e dei dirigenti sindacali. I limiti ai mandati e gli ostacoli all’attività quotidiana delle associazioni rischiano di indebolire la continuità e l’efficacia della tutela offerta agli iscritti. È stata inoltre ribadita la necessità di modifiche legislative che consentano alle APCSM di stipulare convenzioni per l’assistenza fiscale e previdenziale. «L’agibilità sindacale deve essere reale. Le disposizioni in fase di attuazione devono rafforzare la capacità di tutelare il personale, non creare nuovi impedimenti», afferma Serpi. La riunione rappresenta un primo momento di interlocuzione. Il SIM Carabinieri chiede ora che prosegua con tavoli di confronto strutturati sulle diverse questioni affrontate. «Seguiremo ogni passaggio e giudicheremo gli impegni dai risultati. Sulla previdenza dedicata continueremo a chiedere risposte precise a tutti gli interlocutori istituzionali: i colleghi non possono attendere all’infinito», conclude Serpi.
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