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CARABINIERI AUSILIARI, IL RITORNO È REALTÀ NELLA MANOVRA 2027. IL SIM: «UNA BATTAGLIA CHE ABBIAMO SOSTENUTO CON CONVINZIONE. ORA SERVE CORAGGIO»
Roma. Il ritorno dei Carabinieri ausiliari, previsto dal disegno di legge di Bilancio 2027, rappresenta un segnale importante per il futuro dell’Arma e per il rafforzamento della sicurezza dei cittadini. Una scelta che va nella direzione auspicata e sostenuta con determinazione dal SIM Carabinieri, che già il 9 dicembre 2025, nel corso dell’incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, aveva formalmente rappresentato, attraverso il proprio Segretario Generale Antonio Serpi, la necessità di reintrodurre questa figura quale strumento concreto per affrontare le carenze organiche, favorire il ricambio generazionale e rafforzare i presìdi territoriali. Oggi quella proposta trova un primo importante riscontro nella manovra economica. L’articolo 93 del disegno di legge prevede il reclutamento di 600 Carabinieri ausiliari nel 2027 e di 1.000 unità annue a partire dal 2028, con una ferma iniziale di dodici mesi, prorogabile per ulteriori due anni, e la possibilità di accedere successivamente ai concorsi per le carriere iniziali dell’Arma attraverso specifiche riserve di posti. Per il SIM Carabinieri si tratta di un passo nella giusta direzione, ma non ancora sufficiente rispetto alle reali necessità dell’Istituzione. Lo abbiamo sostenuto quando il tema sembrava lontano dall’agenda politica e lo abbiamo ribadito nel febbraio 2026, respingendo con fermezza le polemiche di chi aveva impropriamente interpretato il rafforzamento dell’Arma come una forma di militarizzazione della sicurezza pubblica. La sicurezza non può diventare terreno di contrapposizione tra divise. Rafforzare i Carabinieri significa rafforzare l’intero sistema di sicurezza del Paese. Il ritorno degli ausiliari può rappresentare una straordinaria opportunità per avvicinare nuove generazioni all’Arma, assicurare maggiore presenza nei territori e costruire un percorso di formazione e crescita professionale capace di alimentare il futuro reclutamento. Occorre tuttavia essere chiari: gli ausiliari devono rappresentare una risorsa aggiuntiva e un investimento sul futuro, non uno strumento per sostituire il personale effettivo o compensare stabilmente le carenze organiche. Per questo sarà fondamentale accompagnare il provvedimento con adeguati percorsi formativi, tutele economiche e professionali, criteri di impiego coerenti con l’esperienza acquisita e concrete prospettive di accesso al servizio permanente. Allo stesso tempo, il SIM ritiene necessario che il Governo valuti un progressivo incremento dei contingenti previsti, nell’ambito di un piano pluriennale di rafforzamento degli organici che tenga conto dei pensionamenti, delle esigenze operative e delle difficoltà quotidianamente affrontate dalle Stazioni e dai reparti territoriali. Il SIM Carabinieri accoglie dunque con soddisfazione questo primo risultato, che conferma la validità di una proposta portata avanti con convinzione e senso di responsabilità. Non è il momento di fermarsi, ma di proseguire con ancora maggiore determinazione. Perché investire nei Carabinieri significa investire nella sicurezza dei cittadini, nella presenza dello Stato e nel futuro di un’Istituzione che continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile per il Paese.
SIM CARABINIERI – SEGRETERIA NAZIONALE
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