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ARCHIVIATA L’INCHIESTA SUI DUE CARABINIERI PER L’INCIDENTE IN A22. IL SIM CABINIERI: «QUESTA INDAGINE NON AVREBBE MAI DOVUTO AVERE INIZIO»

Ufficio Stampa

4 Settembre 2026

Bolzano. Si è conclusa con l’archiviazione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto due Carabinieri in relazione al drammatico incidente verificatosi all’alba del 15 giugno 2025 lungo l’autostrada del Brennero, quando un giovane di 24 anni, alla guida con un tasso alcolemico di 1,69 grammi per litro, imboccò contromano la carreggiata dal casello di Bolzano Sud, perdendo la vita nello scontro frontale con l’autovettura di una famiglia altoatesina, rimasta gravemente ferita. I due militari, in servizio quella notte nei pressi del casello, erano stati iscritti nel registro delle notizie di reato nel settembre 2025 con l’ipotesi di cooperazione in omicidio stradale e lesioni stradali gravissime, all’esito dell’analisi delle immagini di videosorveglianza che ne segnalava la presenza in uscita dal casello. Gli accertamenti disposti dall’Autorità giudiziaria hanno ora escluso ogni loro responsabilità: i Carabinieri non si trovavano nelle condizioni materiali di percepire la manovra compiuta dal giovane, né di potervi porre rimedio. Il Segretario Regionale del SIM Carabinieri Trentino Alto-Adige, Filippo Marco Maria Bisanti, esprime anzitutto pieno e convinto rispetto per l’operato della Magistratura, ma non nasconde una riflessione critica sull’origine stessa del procedimento: “Il rispetto per la Magistratura, per la sua autonomia e per il lavoro dei magistrati è e resta, per noi, un principio non negoziabile: prendiamo atto con serenità e con fiducia dell’esito di questo procedimento, senza nascondere – al contempo – rispettosa perplessità per l’avvio di questo procedimento. Due colleghi hanno trascorso quasi un anno con la qualifica di indagati per un’ipotesi gravissima, e ciò in relazione a una tragedia che trova la propria causa esclusiva nella condotta di chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza, imboccando contromano un’autostrada.” Il  Segretario Regionale richiama l’attenzione sul peso umano e professionale che un procedimento penale comporta per chi indossa l’uniforme: “Chi non ha mai vissuto questa condizione difficilmente può comprenderla. Essere iscritti nel registro degli indagati significa mesi di angoscia, ripercussioni sulla serenità familiare, un peso che ci si porta addosso ogni giorno mentre si continua, nonostante tutto, a indossare la divisa e a servire lo Stato. Ai due colleghi va tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza: non sono mai stati soli e non lo saranno mai.” Sul piano sistematico, il SIM Carabinieri Trentino Alto-Adige osserva come la vicenda restituisca con nitidezza le ragioni che hanno condotto il legislatore, con il Decreto Sicurezza 2026, a introdurre lo strumento dell’annotazione preliminare in luogo dell’iscrizione automatica della notizia di reato: proprio per evitare che l’operatore di polizia venga formalmente iscritto come indagato anche quando, sin dalle prime battute, emergano elementi che rendono evidente la sussistenza di una causa di giustificazione o l’assenza di qualsivoglia profilo di responsabilità. All’epoca dei fatti tale strumento non era ancora disponibile; oggi lo è, e l’auspicio dell’Organizzazione è che se ne faccia il più ampio e corretto impiego. L’Organizzazione rivolge, infine, un pensiero deferente alla memoria del giovane che ha perso la vita e ai familiari della famiglia altoatesina coinvolta nel sinistro, ai quali va la più sincera vicinanza. Il SIM Carabinieri Trentino Alto-Adige ribadisce il proprio impegno a garantire assistenza e tutela di ogni collega che si trovi a rispondere in sede giudiziaria per fatti connessi all’espletamento del servizio, nella convinzione che chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini debba poterlo fare con la serenità che deriva dalla consapevolezza di non essere lasciato solo.

SIM Carabinieri Segreteria Regionale Trentino Alto-Adige

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