“Atto dovuto non è colpevolezza: basta automatismi punitivi”
Roma. Il SIM Carabinieri interviene con fermezza su una questione che tocca la dignità professionale e umana di ogni appartenente alle Forze di Polizia. È necessario ricordare che l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta, nella quasi totalità dei casi, un atto dovuto dell’autorità giudiziaria, finalizzato a consentire l’esercizio del diritto di difesa e non una presunzione di colpevolezza. In un contesto in cui alcune proposte di legge — spesso strumentalizzate o mal interpretate — tendono a far passare l’idea che gli operatori di polizia ricerchino “scudi penali”, occorre chiarire con forza che nessuno chiede impunità: ciò che si rivendica è giustizia, equilibrio e rispetto delle garanzie costituzionali. Il vero nodo critico risiede nelle conseguenze amministrative che possono derivare anche da un semplice avviso di garanzia o ancora peggio da una richiesta o rinvio a giudizio: sospensioni cautelari, trasferimenti d’autorità, revoche di incarichi operativi, esclusioni da interpellanze o concorsi interni, fino al blocco degli avanzamenti di carriera. Misure che, in assenza di una valutazione oggettiva dei fatti e prima di qualsiasi accertamento giudiziario, finiscono per colpire non solo il lavoratore, ma anche la sua famiglia, la sua reputazione e il suo futuro professionale. Il SIM Carabinieri ritiene inaccettabile che l’Amministrazione, in nome di una malintesa tutela dell’immagine, si sostituisca di fatto al giudice, applicando sanzioni preventive che violano il principio costituzionale di presunzione d’innocenza, ma queste sono le norme. Per questo motivo, chiediamo una revisione delle norme interne e delle prassi applicative, introducendo criteri realmente oggettivi, proporzionati e fondati sui fatti, in grado di distinguere chiaramente tra un’indagine in corso e una condanna accertata. La fiducia nelle Istituzioni non si costruisce con la paura o con il sospetto, ma con il rispetto dei diritti e della dignità di chi indossa una divisa e serve lo Stato con onore e sacrificio. Il SIM Carabinieri chiede inoltre che, all’eventuale notifica di un avviso di garanzia, corrisponda una tutela legale effettiva e immediata, svincolata da interpretazioni restrittive o pareri dell’Avvocatura, e che la Magistratura possa operare nella piena libertà di giudizio, basandosi esclusivamente sulla reale ricostruzione dei fatti. Il SIM Carabinieri continuerà a vigilare e a promuovere ogni iniziativa politica e sindacale utile a ripristinare equità, tutela e dignità per tutti i militari coinvolti in procedimenti connessi al servizio.SIM CARABINIERI SEGRETERIA GENERALE
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