Roma. Il SIM Carabinieri esprime forte preoccupazione per il perdurare dell’inerzia amministrativa e politica che sta determinando un grave ritardo nell’erogazione delle risorse economiche destinate al personale dirigente dell’Arma. In particolare, risultano fortemente compromessi i tempi per:
• la liquidazione del cosiddetto “fondino” per l’anno 2025, riservato ai Dirigenti con il grado di Maggiore e Tenente Colonnello, ai sensi dell’art. 45, comma 11, del D. Lgs. n. 95/2017;
• il pagamento dell’indennità “una tantum” spettante a tutti i Dirigenti dell’area negoziale, relativa ai rinnovi contrattuali dei trienni 2018-2020 e 2021- 2023.
Entrambi i provvedimenti, sebbene già previsti e attesi, non potranno essere corrisposti nel mese di dicembre 2025. Si rammenta infatti che le variazioni stipendiali del mese di dicembre vengono tecnicamente definite entro la fine di novembre. Alla data odierna, tuttavia, il decreto relativo al “fondino” non è ancora stato firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), né è stato avviato l’iter di registrazione presso gli organi competenti. Solo al termine di tale iter sarà possibile trasmettere le disposizioni al Centro Nazionale Amministrativo (CNA) per l’effettivo pagamento.
Non ci sono, dunque, i tempi tecnici per garantire l’erogazione entro l’anno in corso. Con il passaggio al nuovo anno fiscale, i fondi non utilizzati nel 2025 dovranno essere riportati a residuo nel bilancio 2026, secondo le regole di contabilità pubblica. In tali casi, come noto, le risorse diventano concretamente disponibili non prima di marzo/aprile dell’anno successivo, generando un ritardo sistemico nella corresponsione degli emolumenti spettanti. Tale criticità si somma a una più ampia situazione di mancato rispetto degli impegni assunti dal Governo sul piano della contrattazione e della valorizzazione della dirigenza del comparto Difesa e Sicurezza.