SIM CARABINIERI: ARTT. 42 E 43, L’ENNESIMO GIOCO DELLE TRE CARTE. INTANTO RESTANO IRRISOLTI CONTRATTO, SPECIFICITÀ, AREA DIRIGENZIALE E ORGANICI
Roma. Il SIM Carabinieri esprime profonda preoccupazione per la gestione politica degli articoli 42 e 43 della bozza di Legge di Bilancio 2026, che prevedono l’aumento dei requisiti anagrafici minimi per l’accesso alla pensione del personale del Comparto Difesa e Sicurezza. Fin dall’inizio è stata evidente una dinamica purtroppo già nota e più volte denunciata dal nostro Sindacato: il classico “gioco delle tre carte”, in cui si crea ad arte un problema per poi intestarsi il merito della sua soluzione, mentre le vere questioni del comparto continuano a rimanere colpevolmente ignorate.
Il Governo sceglie di intervenire su un tema delicato come quello dei requisiti pensionistici dei militari — lavoratori esposti a un servizio logorante, rischioso e con responsabilità operative crescenti — senza prevedere contestualmente alcuna risorsa per il rinnovo contrattuale, per la specificità, o per misure veramente strutturali a beneficio del personale. Ora si parla di “correzioni”, “revisioni” o perfino “cancellazioni” degli articoli 42 e 43, ma non può essere presentata come un atto di ascolto istituzionale quella che, nei fatti, appare come un’operazione di facciata: introdurre norme penalizzanti, generare allarme e poi rivendicare la rimozione di un problema creato dal Governo stesso. Nel frattempo, restano completamente senza risposta temi fondamentali per la vita professionale e familiare dei militari:
• nessuna risorsa adeguata al contratto.
• nessun finanziamento strutturale della specificità.
• nessun rispetto degli impegni sull’Area Dirigenziale, che ha richiesto risorse aggiuntive dopo l’ultimo incremento percentuale dello 0,61%.
• nessun incremento degli organici, ormai ridotti all’osso; si ringrazia solo che non venga applicato un turnover penalizzante.
• nessuna riforma previdenziale dedicata, nonostante si attenda da anni la discussione e il finanziamento dei coefficienti di trasformazione, che rischiano di lasciare le future generazioni di operatori di polizia e Forze Armate con pensioni ridotte fino al 40% in meno.
È evidente che questo comparto merita molto più di una strategia comunicativa basata su annunci e retromarce: servono scelte politiche chiare, coraggiose e finanziariamente concrete. Per queste ragioni, il SIM Carabinieri ribadisce con fermezza:
• l’urgenza di risorse reali per il contratto;
• la necessità di un fondo per la specificità stabile e strutturale;
• il rispetto degli impegni assunti sull’Area Dirigenziale;
• un incremento concreto degli organici in tutto il territorio nazionale;
• l’avvio di una riforma previdenziale dedicata.
Il SIM Carabinieri continuerà a vigilare, denunciare e intervenire a tutti i livelli istituzionali affinché nessuno possa più spostare le carte sul tavolo ignorando le reali esigenze delle donne e degli uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA GENERALE

