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Estorsioni con metodo mafioso, 2 arresti e 12 indagati nel Tarantino
Taranto. Un duro colpo alle dinamiche estorsive e alle velleità di controllo egemonico nel territorio ionico è stato inferto all’alba di ieri dai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), i militari del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto due persone, inserite in un più ampio filone investigativo che vede indagati complessivamente dodici soggetti. Le pesanti accuse formulate a vario titolo dalla magistratura inquirente spaziano dal concorso in estorsione ambientale pluriaggravata dal metodo mafioso, fino al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco. L’odierna operazione costituisce il naturale e incisivo sviluppo della complessa indagine denominata “Argan”, avviata nello scorso mese di dicembre, mirata a scardinare una fitta rete di condizionamento economico e prevaricazione sul territorio operata da un radicato gruppo criminale attivo nell’area ionica. Secondo il quadro delineato dagli inquirenti attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti e riscontri documentali, gli indagati avrebbero imposto un sistematico clima di oppressione ai danni del tessuto imprenditoriale locale. Sfruttando la triste notorietà di passate vicende giudiziarie e lo spessore criminale consolidato nel tempo, l’organizzazione riusciva ad incutere timore e sottomissione nelle vittime, conferendo alle proprie richieste una forte capacità coercitiva anche in assenza di minacce esplicite. Tra i fatti contestati figurano due gravi episodi estorsivi. Il primo ha colpito i vertici di un’azienda edile e di una rinomata struttura alberghiera della litoranea ionica, costretti a versare ingenti somme di denaro sotto il pretesto di dover sostenere spese legali e peritaggi per i membri del clan detenuti. Il secondo episodio ha invece preso di mira il management di un’importante società di servizi e impiantistica. Un’attività estorsiva diffusa e metodica, resa ancor più penetrante dalla diffusa consapevolezza della disponibilità di armi da parte del sodalizio. Tra i dettagli più inquietanti emersi dalle indagini, la figura del principale indagato, sul quale gravano pesanti indizi quale presunto mandante ed esecutore materiale di un omicidio consumato nel 2013 ai danni di un imprenditore edile. La Segreteria Regionale del SIM Carabinieri Puglia esprime il più vivo e sentito plauso ai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto e a tutti i militari dell’Arma che hanno preso parte a questa delicata e straordinaria operazione. L’eccezionale lavoro svolto, sotto il prezioso coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e della Procura di Taranto, dimostra ancora una volta la centralità dell’Arma dei Carabinieri quale presidio insostituibile di legalità, giustizia e vicinanza ai cittadini.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA REGIONALE PUGLIA
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