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OMICIDIO SCAVO A BISCEGLIE: FERMATO IL QUARTO COMPONENTE DEL GRUPPO, SI TRATTA DI UN 21ENNE DI MODUGNO. TENTAVA LA FUGA IN AUSTRALIA
Trani (BAT). Svolta nelle indagini sull’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ritenuto contiguo al clan Strisciuglio di Bari, ucciso il scorso 19 aprile all’interno della discoteca “Divine Club” di Bisceglie. I Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un 21enne di Modugno, finora identificato dagli inquirenti come «Ignoto 2». Il giovane si aggiunge alle tre persone già arrestate lo scorso 5 maggio con l’accusa di aver preso parte all’agguato. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri il 21enne avrebbe svolto un ruolo di fondamentale importanza logistica e operativa nell’azione delittuosa. Nello specifico, dopo una prima aggressione avvenuta all’esterno del locale, il 21enne avrebbe aperto la porta di sicurezza della discoteca per favorire l’ingresso del commando armato. Subito dopo avrebbe fatto da palo per alcuni istanti, per poi fare irruzione all’interno e partecipare attivamente all’agguato. Infine, avrebbe agevolato la fuga del gruppo a bordo di una Lancia Y, garantendone il rapido allontanamento dalla scena del crimine. A incastrare il sodale sono state, oltre all’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, alcune intercettazioni telefoniche ambientali e familiari. In una conversazione intercorsa tra la madre e il fratello del fermato – avvenuta all’indomani della pubblicazione sui media dei frame di sicurezza che ritraevano l’allora «Ignoto 2» – i congiunti commentavano con forte preoccupazione le immagini diffuse. Il provvedimento di fermo si è reso necessario anche per il concreto pericolo di fuga dell’indagato. Da successive conversazioni telefoniche è infatti emerso il tentativo, da parte del 21enne, di richiedere con urgenza il passaporto con l’obiettivo di sottrarsi alla giustizia italiana e scappare in Australia. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, proseguono per definire ulteriormente i dettagli del contesto criminale in cui è maturato il delitto. «Questa operazione – dichiara la Segreteria Regionale del SIM Carabinieri Puglia – evidenzia ancora una volta come i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani operino quotidianamente in contesti ad alto rischio con uno straordinario spirito di sacrificio, spesso sopperendo alle note carenze di organico con l’abnegazione e il senso del dovere. Bloccare un potenziale latitante pronto a fuggire in Australia è il risultato di un controllo del territorio impeccabile».
Segreteria Regionale SIM Carabinieri Puglia
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