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SIM CARABINIERI: «SOLIDARIETÀ ALLA POLIZIA PENITENZIARIA. L’AGGRESSIONE A REGGIO EMILIA È IL SINTOMO DI UN SISTEMA ALLA DERIVA»
Reggio Emilia. Un’esplosione di violenza cieca e fulminea ha trasformato un normale turno di servizio nel reparto Antares del carcere di Reggio Emilia in un vero e proprio incubo. Durante la semplice apertura della cella per accompagnarlo alle docce, un recluso di 42 anni, esperto di arti marziali e sottoposto al regime del 14-bis per omicidio, si è scagliato contro un giovane agente della Polizia Penitenziaria in servizio da soli pochi mesi. Colpi violentissimi al volto e poi una tremenda ginocchiata sferrata sotto il mento con tecnica da gabbia di MMA, che ha fatto crollare il poliziotto a terra. Soltanto l’intervento disperato e provvidenziale di un secondo agente e di un altro recluso ha spezzato la furia dell’aggressore, consentendo al giovane poliziotto di fuggire a fatica giù per le scale mentre il detenuto tentava di inseguirlo superando persino un primo sbarramento. Una caccia all’uomo fermata all’ultimo cancello dai colleghi accorsi a fare da scudo, prima che la vittima, sotto choc per i traumi riportati, accasciasse a terra privo di sensi. Quanto accaduto non è un incidente isolato, ma l’ennesimo drammatico episodio di una sequenza che vede gli operatori della sicurezza lasciati soli di fronte a una pericolosità sempre più incontrollabile. «Non possiamo assistere inermi a una simile escalation di violenza ai danni di donne e uomini dello Stato che svolgono un servizio fondamentale per la collettività», dichiara il Segretario Nazionale del SIM Carabinieri, Antonio Pirisi. «A tutti i colleghi della Polizia Penitenziaria va la nostra totale e incondizionata solidarietà. È inaccettabile che lavorare al servizio delle Istituzioni significhi mettere a repentaglio la propria vita ogni giorno a causa della mancanza di adeguate misure operative e normativo-tutelarie. Servono provvedimenti immediati e indilazionabili per mettere in sicurezza il personale, garantendo il trasferimento urgente dei soggetti pericolosi e una reale tutela per chi difende la legalità.» Il SIM Carabinieri si unisce con fermezza al grido d’allarme delle rappresentanze sindacali della Penitenziaria, affinché le Istituzioni intervengano prima che la dedizione al dovere si trasformi in una tragedia annunciata.
SIM Carabinieri Segreteria Nazionale
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