La prevenzione “elettorale” ai tempi del Covid

Con lo strumento del referendum, partecipando direttamente al processo decisionale sulle Leggi del nostro Stato, gli Italiani esercitano uno dei diritti primari della democrazia, andando a svolgere un compito che normalmente è affidato ai parlamentari. Come sempre accade in tali circostanze, anche con il referendum del 20 e del 21 settembre 2020, i Carabinieri sono stati dispiegati sul territorio nazionale al fine di salvaguardare il regolare svolgimento delle operazioni di voto nonché a vigilare su tutte le sedi ove i cittadini esprimono tale diritto. Le urne sono chiuse, i voti espressi ma non possiamo non rendere pubblico ciò che, ancora una volta, abbiamo dovuto constatare, ossia che ciò che dovrebbe essere sacrosanto viene puntualmente negato a coloro che indossano le stellette, come un alloggio dignitoso! Non deve, perciò, apparire normale che, per svolgere il proprio servizio, i Carabinieri debbano essere costretti a passare due giorni interi all’interno di strutture assolutamente inadeguate, prive di qualsivoglia norma igienica e di sicurezza, magari senza la possibilità di farsi una semplice doccia o di essere costretti a stazionare in luoghi angusti proprio in piena emergenza dovuta all’ormai tristemente noto COVID-19, vedendo leso anche il diritto alla salute, in ragione del quale tanto si è speso negli ultimi mesi in risorse umane, economiche e, purtroppo, anche in vite innocenti. Oggi raccontiamo quanto accaduto nel Comune di Cerea, cittadina della Bassa veronese, dove alcuni colleghi provenienti dall’Emilia Romagna, dopo un viaggio di oltre 150 Km, hanno trovato ad accoglierli strutture fatiscenti, container privi di visuale esterna per una corretta vigilanza, letti collocati all’interno di una cucina, locali sporchi, privi di docce o lontane 100 metri dal sito del seggio, bagni in comune con tutti coloro che si recano al seggio. Appare a dir poco inopportuna la spiegazione di coloro che avrebbero dovuto quantomeno caldeggiare la collocazione dei seggi in altra sede, giustificando tale lapalissiana inadempienza con l’emergenza COVID o, addirittura, asserendo che non sono previste docce all’interno dei seggi. Oltretutto, quanto riscontrato, appare in netta contraddizione con quanto espressamente indicato nel “protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali dell’anno 2020“, diramato dal Ministero dell’Interno a tutte le prefetture del Bel Paese. Riteniamo opportuno suggerire, per il futuro, maggior attenzione e rispetto per gli uomini che operano per la collettività, che passa anche attraverso il miglioramento delle loro condizioni di lavoro, nell’osservanza delle regole che gli stessi sono tenuti a salvaguardare ed a far rispettare, perché il SIM Carabinieri non tollererà più analoghi fatti in spregio a qualsivoglia minimo diritto, nel rispetto per ogni uomo e donna che sta dietro le nostre uniformi.

SIM CARABINIERI

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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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