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Problematiche sanitarie nell’ Arma dei Carabinieri a causa del Covid 19.

Ufficio Stampa

23 Novembre 2020

In un momento storico dove la capillarità, la vicinanza ed il supporto ai carabinieri di ogni ordine e grado è di vitale importanza, proprio perché il maledetto virus non si mette sugli attenti e non obbedisce agli ordini, stiamo subendo una “riforma sanitaria” all’interno dell’Istituzione pensata e messa in atto in brevissimo tempo ma, purtroppo, con gravi carenze.
Come ad esempio la scelta inadeguata di chiudere e accorpare le infermerie dei Reggimenti con quelle di Legione le quali, seppur avevano il compito di dare supporto solo alla linea mobile, allo stesso tempo alleggerivano non poco le rimanenti dal gravoso carico derivante dalla linea territoriale.
È stata fuori di dubbio una pessima idea che sta creando disagi a tutti, senza alcun obiettivo giovamento.
Avere una consulenza sanitaria a più livelli è senza dubbio uno strumento che facilita il lavoro dei Comandanti. Certo, avere un consulente sanitario però ogni comando provinciale sarebbe la cosa più ovvia, come del resto avviene in altre FF.PP., ma purtroppo la carenza di personale medico ed infermieristico non lo consente, anche a causa dei pochissimi arruolamenti di sanitari.
Ad aggravare la situazione anche le ultime direttive per chi è affetto da Covid-19, per cui ci ritroviamo infermerie che riescono ad effettuare i tamponi ed altre no, il tutto a causa dei numerici; altre ancora piene di militari in attesa solamente di essere giudicati idonei senza che ve ne sia alcuna reale necessità trattandosi solo di una verifica documentale, difatti basterebbe presentare la documentazione sanitaria ai rispettivi reparti e ricevere l’idoneità in maniera telematica senza dispendio di energie e denaro.
Il tutto crea, tra l’altro, un inutile sovraffollamento nelle infermerie, che in maggioranza non sono assolutamente attrezzate a ricevere numerose unità di militari.
La questione sanitaria nell’Arma dei Carabinieri merita un’attenta ed accurata disamina, con una puntuale rimodulazione di tutto l’assetto che purtroppo, al momento, non sembra possibile sulla base degli organici.
Ma questa carenza organizzativa di cui l’intero apparato sanitario sta soffrendo, non può più protrarsi a lungo, per cui attendiamo fiduciosi interventi ragionevoli e concordati con i carabinieri medici ed infermieri, che in trincea non deflettono nonostante le difficoltà.

SIM CARABINIERI
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