SIM Carabinieri – La politica che non piace

Ill.mi Onorevoli della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, Siete stati chiamati ad esaminare le proposte di legge n. 875 (Presentata il 5 luglio 2018), n. 1060 (presentata il 3 agosto 2018) e n. 1702 (Presentata il 26 marzo 2019) che intendono dare seguito a quanto sancito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 120 del 2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1475, comma 2, del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, nella parte in cui dispone che «I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali» invece di prevedere che «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

Nel corso dei lavori di audizione e nelle fasi pre-emendative tutte le Associazioni Sindacali Militari Vi hanno indicato la strada per dotare le Forze Armate di una normativa in materia di sindacalizzazione che possa dare a tutti i lavoratori in divisa i medesimi diritti e dignità di ogni altro lavoratore.

In questi mesi Vi siete confrontati con molti dirigenti di queste Associazioni Sindacali Militari, ascoltando le nostre istanze che convergevano nell’unico obiettivo condivisibile:

dotare le Forze Armate di una norma sulla sindacalizzazione geometricamente sovrapponibile a quelle che regolano i sindacati delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e dei Corpi per il soccorso pubblico.

Dopo aver ascoltato le nostre ragioni, ognuno di Voi ha promesso un impegno fattivo, coinvolgendo le rispettive parti politiche, rassicurando queste Associazioni Sindacali e tutti gli uomini e donne militari, che il testo base della proposta di legge avrebbe rispettato i valori costituzionali e giuridici che fondano l’essenza di un sindacato di lavoratori per i lavoratori.

Se le proposte normative fino ad ora elaborate dovessero essere confermate, non rispecchieranno tali aspettative, bensì paleseranno un condensato di accordi e compromessi con gli Stati Maggiori della Difesa, impegnati a preservare privilegi mascherati da esigenze di comando o istituzionali, proponendo una “visione politica” indirizzata alla ricerca a tutti i costi di probabili consensi, per far giungere in Parlamento un disegno di legge che non darebbe attuazione, almeno in parte, a quanto sancito dalla Corte Costituzionale.

Questo atteggiamento, se confermato, genera ancora una volta forte malessere, amarezza e delusione, non solo in tutti gli appartenenti delle forze armate e di polizia ad ordinamento militare, ma anche nelle loro famiglie, che di riflesso percepiscono e vivono come sempre le difficoltà dei loro cari.

Noi rappresentiamo per la gente comune ancora quei valori come autorevolezza, dedizione, solidarietà, capacità, ma soprattutto fiducia, che le parti politiche millantano. La gente sa che si può fidare di noi, che non la tradiremo mai e che per noi la parola data è sacra!

Vista la considerazione sui i lavori fino ad oggi annunciati vi comunichiamo, con la massima onestà intellettuale che ci contraddistingue, che diffidiamo da una politica fatta di annunci, di proposte effimere, non adeguate ai bisogni reali del nostro comparto.

Pertanto, se per Voi i carabinieri, i finanzieri e tutti i militari non meritano gli stessi diritti già riconosciuti agli altri lavoratori in divisa, allora ne prendiamo atto e da questo momento in poi sapremo cosa rispondere a tutti gli uomini e le donne militari, nonché ad i loro familiari perché NOI siamo abituati a non prendere in giro nessuno.

Avremmo bisogno di una politica temeraria, che non ha paura dei cambiamenti, che combatte i poteri e le caste con il coraggio e non solo con gli annunci.

Se dovesse essere confermato il PDL senza recepire gli emendamenti trasmessi, sarà evidente la totale inadeguatezza, la scarsa attenzione e la più assoluta sordità di questa Commissione nei confronti di tutti i lavoratori militari, facendo sorgere la più piena sfiducia nei confronti di questa classe politica, scevra ad ogni forma di uguaglianza, meritocrazia ed equità sociale, l’unico vero vessillo per servire al meglio il proprio Paese, arrivando a confinare la categoria di lavoratori che rappresentiamo quale parte sociale non meritevole di diritti costituzionalmente garantiti.

Siamo uomini e donne abituati ad essere pragmatici, a pensare ed agire sempre e solo per la tutela e la difesa dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano, che con amore ed umiltà serviamo quotidianamente!

Pertanto, se verrà meno la fiducia nei confronti di tutte le forze politiche e di ogni singolo membro di codesta IV Commissione PURTROPPO CI SENTIAMO CONSTRETTI, NOI TUTTI, A PRENDERE LE DISTANZE!

LA NOSTRA COSCIENZA CI IMPONE, SE NON AVREMO UN GIUSTO STRUMENTO DI TUTELA, DI NON DARE PIÙ PROVA AI RAPPRESENTANTI POLITICI, DI QUESTA NAZIONE, DELLA NOSTRA FIDUCIA E DEL NOSTRO CONSENSO!

IN RAGIONE DEI PRINCIPI ESPOSTI, PRIMA CHE VENGA DEFINITO IL TESTO CONCLCUSIVO PER IL SUCCESSIVO ITER PARLAMENTARE, CHIEDEREMO A GRAN VOCE UN INCONTRO CON I VOSTRI SEGRETARI RESPONSABILI DI OGNI

SINGOLO PARTITO.

Roma, 8 maggio 2019.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

S.I.M. (Sindacato Italiano Militari) CARABINIERI

S.I.U.L.M. (Sindacato Unitario Lavoratori Militari)

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