Vittime del dovere. Avvocato Piero Porciani: no a vittime di serie B.

Sulmona – “Più tutele per i servitori dello Stato, che rischiano la vita tutti i giorni per pochi euro e, a volte, quella vita la perdono! ” queste le parole con le quali  l’avvocato Piero Porciani ha iniziato il suo intervento durante il seminario sulle vittime del dovere, che si è tenuto qualche giorno fa a Sulmona e che ha visto la presenza di illustri relatori . Organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime del Dovere, presieduta dalla Dr.ssa Emanuela Piantadosi, che da anni si batte per l’equiparazione delle vittime del dovere a quelle del terrorismo, il dibattito si è focalizzato sul disegno di legge in discussione affinché non ci siano più ” vittime di serie B” tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. Ad oggi alla differente classificazione delle vittime per terrorismo, criminalità organizzata o per dovere, corrisponde un diverso trattamento economico in favore di coloro che hanno subito danni, anche mortali, a causa di eventi delittuosi.

A Trieste i due Poliziotti sono morti perché lo stato d’animo delle Forze dell’Ordine è cambiato dopo le polemiche verso i Carabinieri che, a Roma, hanno arrestato i due assassini di Cerciello Rega e bendato uno di loro per la sua stessa incolumità” ha dichiarato il legale. ” Mi auguro davvero che da parte degli organi legislativi ci sia una presa di coscienza riguardo questo malessere e che qualcuno abbia il coraggio di fare ammenda e, invece di andare in carcere a trovare gli assassini,  vada a trovare la vedova del Carabiniere ucciso!“. Una testimonianza schietta e precisa quella di Porciani, legale degli Agenti della Polizia di Stato e dei Carabinieri coinvolti negli scontri della scuola Diaz durante il G8 di Genova e nel caso Uva, secondo il quale bisogna cambiare le regole che vedono i capisquadra condannati a prescindere o, come i colleghi del caso Uva, assolti dopo undici anni di cause. “Sono vittime del dovere anche loro perché hanno visto le loro vite e le loro famiglie distrutte senza aver fatto nulla” ha ribadito il legale. Quando un tutore dell’Ordine, con uno stipendio di 1500/1800 euro al mese, riceve un avviso di garanzia, viene sospeso dal servizio ed ha diritto ad un assegno di 2500 euro quale anticipo per le spese legali, per tutta la durata del procedimento. Per venire poi assolti dopo dieci anni. Per fortuna ci sono tanti legali che, come l’avvocato Porciani, prestano difesa gratuita.

Un giorno riusciremo a riscrivere la storia” ha concluso il legale ” e a fare in modo che quegli uomini e donne in divisa, che hanno subito queste tragedie senza aver commesso reati, abbiano diritto ad un risarcimento consistente per sé stessi e per le loro famiglie.”

Video intervento Avv. Porciani

 

 

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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