#Covid19. Mascherine: chi fa da sé fa per tre.

Stiamo vivendo un serio periodo di tensione amplificato da informazioni confuse e frammentate, spesso errate, prodotte da mass media e, soprattutto, dal web e dai social. Con l’emergenza COVID-19 abbiamo assistito ad una frenetica corsa all’acquisto di D.P.I. ed in particolare di mascherine protettive, fenomeno che ne ha impoverito, tra le altre cose, le scorte mondiali. Questa folle corsa all’approvvigionamento dei D.P.I. ne ha, di fatto, generato una grave carenza soprattutto a scapito degli odierni principali utilizzatori di detti DPI: operatori sanitari e di polizia ma anche dei pazienti contagiati da COVID-19. I produttori di mascherine stanno vivendo enormi problemi all’approvvigionamento del tessuto che le compone, ovvero l’FFP, un tessuto non tessuto ad alto potere filtrante. Considerata la scarsa disponibilità di DPI a nostra disposizione (FF.PP.), molti dei quali recanti la dicitura N.R. (sigla prevista tra l’altro dalla normativa EN 149:2001 + A1:2009) che consiglia la Non Riutilizzabilità della mascherina, siamo costretti a trovare una soluzione (come consuetudine per noi Carabinieri) che ne eviti l’immediato smaltimento e quindi la conseguente mancanza. Giunge in nostro soccorso una pubblicazione redatta dallo STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE di FIRENZE nella quale in via del tutto sperimentale, e ribadiamo sperimentale, viene esplicato un protocollo di sanitizzazione per le mascherine protettive individuali monouso (apri link)
Si specifica, così come riportato nella pubblicazione in parola, che la procedura può essere adottata:
– solo in quei casi nei quali il riutilizzo delle mascherine, la cui carenza è causata purtroppo dall’emergenza sanitaria COVID 19, sia necessaria (quindi siate sprovvisti di scorte);
– per non più di tre volte (salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina) questo perché non sono al momento disponibili dati che accertino il numero massimo fattibile di trattamenti.

Si rammenta inoltre, così come chiarito nella pubblicazione, che tale procedura sanitizzante è sconsigliata a tutto il personale operante con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) in quanto non vi sono, al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l’efficacia.

Cosa prevede il protocollo?

– Una dosatore spray ben lavato per nebulizzare la soluzione sanitizzante;
– la soluzione sanitizzante idroalcolica al 70%, che può essere costituita a partire da etanolo ed acqua distillata, ma come?
Calcolate che per fare una soluzione sanitizzante con etanolo da:
• 100 ml dovrete miscelare 70 ml di etanolo e 30 ml di acqua distillata;
• 500 ml dovrete miscelare 350 ml di etanolo e 150 ml di acqua distillata;
• 1000 ml (1 litro) dovrete miscelare 700 ml di etanolo e 300 ml di acqua distillata.

Purtroppo non sarà facile reperire l’etanolo puro, per questo motivo sarà possibile utilizzare in alternativa l’alcool etilico denaturato, quest’ultimo però possiede una percentuale alcolica pari a circa il 90%. Nessun problema, potrete costituire una soluzione da 500 ml al 70% in pochi e semplici passi avendo a disposizione l’alcool etilico denaturato (quello rosa/rosso per intenderci), un normale bicchiere di plastica standard (200 ml) ed un contenitore da 500ml (mezzo litro), quest’ultimo meglio se direttamente dosatore spray:

• In un contenitore da 500 ml inserite 400 ml di alcool etilico denaturato al 90%, che corrisponde a 2 bicchieri di plastica colmi (200 ml), e successivamente aggiungete acqua distillata fino a riempire completamente il contenitore.
• Mettete il tappo/spray ed agitate la soluzione.

Una volta costituita la soluzione idroalcolica al 70%, se non già fatto come indicato, dovrà essere inserita all’interno del dosatore spray. Di seguito le procedure da eseguire pedissequamente per la sanitizzazione delle mascherine
COSI’ COME INDICATO NELLA PUBBLICAZIONE DELL’ESERCITO.

1. Selezionare una superficie da decontaminare o con acqua e sapone o con la soluzione idroalcolica già costituita (la superficie dovrà essere utilizzata per appoggiare la mascherina ed eseguire la procedura di decontaminazione).

2. Disinfezione delle mani attraverso il seguente schema (fonte O.M.S.):

3. Rimozione della mascherina.

– Togliere la mascherina indossata sul viso attraverso gli elastici, evitando di toccarla nella sua parte interna ed adagiarla sulla superficie precedentemente pulita/sanitizzata, con la parte esterna rivolta verso l’alto.

– Lavarsi nuovamente le mani seguendo le istruzioni descritte nel precedente schema, quindi o indossare un nuovo paio di guanti monouso o in alternativa sanitizzare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo.

– Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcolica al 70% su tutta la superficie della mascherina compresi gli elastici, evitando di eccedere con la quantità di soluzione idroalcolica: è sufficiente che venga nebulizzato uno strato uniforme sull’intera superficie.

– Girare la mascherina e ripetere l’operazione all’interno della stessa.

– Lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione/asciugatura (almeno 30 minuti, il tempo può variare in funzione delle condizioni ambientali).

– Dopo l’asciugatura la mascherina è sanitizzata, evitare pertanto di contaminarla soprattutto nella parte interna (per indossarla si dovrà procedere alle operazioni di idoneo lavaggio delle mani, quindi prendere la mascherina per gli elastici ed indossarla).

– In caso di persistente odore di alcool, si consiglia di lasciare ulteriormente asciugare su una superficie pulita e sanitizzata, in alternativa riporre la mascherina in una busta di plastica o meglio in carta (traspirante) fino al nuovo utilizzo.

Si ribadisce che:
– questa procedura rappresenta una buona prassi igienica da adottare solo in condizioni di emergenza e quindi ove non siano disponibili mascherine o respiratori di ricambio;
– la già descritta procedura di sanificazione della mascherina è ad oggi non validata scientificamente;
– l’efficacia di tale trattamento dipende anche dalle condizioni di utilizzo della mascherina.

Per eventuali approfondimenti

–  Allegato

–  CDC Center for Disease Control and Prevention, USA

World Health Organization

– Elsevier

 

 

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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